FOTOGRAFIA EUROPEA

05 05 – 09 07 2017


XII edizione
Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro

dal 5 maggio al 9 luglio 2017
Le principali istituzioni culturali e sedi espositive della città si aprono dal 5 maggio al 9 luglio 2017 a un ricco programma di mostre, conferenze, spettacoli, educational ed eventi interamente dedicati alla fotografia.
Gli artisti coinvolti testimonieranno il loro approccio critico e creativo al tema dell’archivio, come sintesi tra idea di storia, memoria, lettura del presente e visione del futuro.
Il festival, giunto alla XII edizione, conferma la sua rilevanza nel panorama espositivo nazionale e internazionale e si presenta con un vastissimo programma nei luoghi più suggestivi della città: oltre trenta esposizioni del circuito ufficiale a cui si affiancano le sedi dei prestigiosi partner regionali e le trecento mostre del circuito Off.


Di sicuro siamo nell’era degli archivi, ma questa definizione si presta a diverse interpretazioni, poiché investe ogni ambito e ogni aspetto della vita quotidiana, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Pensiamo alla nascita della rete, che fin dalla sua apparizione ha modificato radicalmente la nozione stessa di archivio, a partire dalla quantità di dati che è possibile non solo accumulare ma anche modificare.
Fin dagli anni Novanta ci si è interrogati su che cosa significhi avere a disposizione una massa di dati come mai era avvenuto prima, e in quale intrico di reale e virtuale e di verità e manipolazione siamo ormai immersi. Tutto a disposizione di tutti, apparentemente, ma con limitazioni dovute alla sicurezza, alla privacy, all’accesso alle tecnologie. Big Data, certo, ma per chi e per quali scopi?
La nascita della rete ha contribuito inoltre alla comparsa della cosiddetta globalizzazione e dei suoi effetti, come ad esempio un modificato senso e interpretazione della storia, del passato, dell’identità, della comunità e dell’individuo. Concentrarsi e Interrogarsi sugli archivi significa ovviamente, per noi, interrogarsi sul ruolo che vi svolgono le immagini, e in particolare la fotografia. Ancora una volta: puro
documento, registrazione, dato, o interpretazione, espressione, immaginario, trasfigurazione? E ancora una volta: passato, presente o futuro? Oggi archiviare la fotografia significa spesso archiviare dei files, dei dati immateriali, non più dei rullini o delle stampe; non abbiamo più l’album delle fotografie per archiviare i nostri ricordi, ma la cartella sul desktop, pronta magari ad essere condivisa con decine di migliaia di persone, conosciute e non. Negli archivi i fotografi trovano nuovi stimoli: l’immagine del
passato, estratta dall’archivio e portata nel presente attraverso il processo di creazione artistica, cambia, il documento diviene invenzione, la storia si trasforma in racconto, più o meno plausibile, o in utopia, più o meno praticabile.
Che l’archivio sia il deposito del passato – individuale e collettivo – è solo il suo aspetto più scontato o di partenza. Da un lato la modalità di costruzione, organizzazione, gestione degli archivi apre una riflessione sul funzionamento della memoria e sulla visione del passato. Dall’altro l’indagine sugli archivi ha portato alla scoperta o riemersione di momenti ed eventi dimenticati, o rimossi o censurati, che aprono possibili nuovi percorsi, cambiando il senso della stessa idea di storia, del presente e del futuro.
Mappe del tempo significa dunque questo potere dell’immagine di essere la carta topografica della memoria e insieme la rappresentazione propositiva del futuro. La nuova edizione di Fotografia Europea si propone dunque di rimettere in gioco tali riflessioni e di articolarle sulla concretezza delle questioni dell’attualità: strade dimenticate, situazioni minacciate, tentativi di alternative. Archivio dunque non come luogo chiuso, come luogo della conservazione, ma anzi archivio come luogo – diffuso – dove trovare le storie e le immagini che possono aiutare a comprendere il presente e a immaginare il futuro. Non puro esercizio della memoria, ma luogo di attivazione del presente attraverso la memoria.

Elio Grazioli, Walter Guadagnini, Diane Dufour


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www.fotografiaeuropea.it





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