Art brut. Immagini, simboli e riflessioni

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Luogo: Palazzo Magnani
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Art brut. Immagini, simboli e riflessioni. Giornata di studio

Sabato 19 Gennaio dalle 10 alle 18.30

 

Dal 1976 Losanna ospita il museo Collection de l’Art Brut, una collezione d’arte fuori dal comune iniziata da Jean Dubuffet. A lui infatti spetta il merito di aver incoraggiato e sostenuto con grande rigore, nel corso della sua lunga vita, quello che lo psichiatra Vittorino Andreoli ha definito il linguaggio grafico della follia e in generale l’espressività non imbrigliata nelle trame della ragione o in quelle della consuetudine iconografica e stilistica.

Programma:
ore 10.00: visita guidata alla mostra Jean Dubuffet. L’arte in gioco
ore 14.30: seminario con interventi di Marco Gay, psicoanalista junghiano, insieme a Anna Periz, psicoterapeuta junghiana; e di Giulia Ficco, studiosa di art brut

 

Inconscio, istinto e archetipo nel gesto artistico nella pratica terapeutica di C.G. Jung (Anna Periz e Marco Gay)
Non si può negare il rapporto ambivalente di Jung con l’arte, che viene sentita dallo psichiatra svizzero come rischio di estetizzazione o di naufragio nel non-senso. Il quadro cambia totalmente quando il fare artistico – per Jung – diviene cura della malattia psichica. Si configura come tentativo di sopravvivenza della mente, quando la spinta terapeutica per il malato diviene radicale. Jung in questa prospettiva, in questa lotta per la salute, diventa un teorico potenziale dell’Art Brut. All’interno della mostra “L’arte in gioco. Materia e spirito 1943-1985” rivisitare nella prospettiva junghiana la relazione di questi due termini – materia e spirito – ci riporta alle fondamenta [sfondate] dell’essere umano. Questa coppia si pone in una relazione di reciproca contemporaneità, se non addirittura simultaneità, tra la spinta pulsionale dell’istinto e la focalizzazione formale. Nel malato di mente questa relazione è esplosa o non si è mai realizzata. L’esercizio della pratica “selvatica” dell’arte può aiutare la ricomposizione di questo equilibrio venuto meno.

 

Giulia Ficco si concentrerà sulla mediazione culturale dell’arte irregolare attraverso l’attività curatoriale di Harald Szeemann.
Molto giovane e con un atteggiamento Naïve Szeemann porta in scena durante il suo mandato direttivo alla Kunsthalle di Berna nel 1963 una mostra di enorme rilevanza curatoriale: «Bildnerei der Geistkranken – Insania Pingens». Nonostante il periodo sia contemporaneo alle teorie Dubuffettiane di Arte Brut come modello di arte anticulturale, Szeemann dà un’altra impostazione a queste opere “inufficiali”. Scoprendo a volte anche artisti che oggi abitano la soglia storico artistica tra l’outsider e l’arte ufficiale, il curatore rimane fedele allo spirito degli artisti irregolari ammirando , piuttosto che la sovversione dei termini artistici classici, l’ossessione, che condivideva con loro, per “l’opera d’arte totale”.

 

A cura di Temenos Centro Culturale Junghiano. In collaborazione con Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche della Ausl di Reggio Emilia.

Giornata completa 35 euro, solo pomeriggio 20 euro
(per i soci Temenos: giornata completa 15 euro; solo pomeriggio gratuito)

Info e prenotazioni:
tel. 051 830840
info@temenosjunghiano.com