FONDAZIONE PALAZZO MAGNANI

REGGIO EMILIA

La Fondazione Palazzo Magnani promuove le arti visive attraverso attività espositive e culturali. Arte, fotografia e nuovi linguaggi.

La Fondazione Palazzo Magnani promuove le arti visive attraverso attività espositive e culturali. Privilegia il dialogo interdisciplinare, il confronto interculturale e le contaminazioni con i diversi saperi, intendendo la mostra come progetto culturale, un’occasione pensata non solo per dare la possibilità ai visitatori di osservare opere di valore, ma anche e soprattutto come opportunità di confronto, riflessione, ampliamento, critica o discussione delle proprie conoscenze o convinzioni.

Oggetto di ricerca costante è la didattica laboratoriale, esperienziale e narrativa, nella consapevolezza che praticare arte è la via maestra attraverso cui si possono conciliare evoluzione individuale e coesione sociale.

Reggio Emilia è già da tempo posizionata a livello nazionale come una delle città più attente alla persona, alle sue necessità durante le diverse fasi della vita, alle fragilità che la segnano, permanentemente (le persone disabili, ad esempio) o temporaneamente (come i migranti). Crediamo che l’arte debba avere un ruolo importante nel percorso di supporto, recupero o trasformazione del disagio e della fragilità.

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LE SEDI ESPOSITIVE

PALAZZO MAGNANI

L’edificazione di Palazzo Becchi-Magnani risale con ogni probabilità alla seconda metà del XVI secolo, periodo nel quale i Conti Becchi decidono di realizzare in città la propria abitazione di rappresentanza.

Della costruzione originaria di quel periodo rimane oggi soltanto l’impianto planimetrico che ruota intorno ad una corte centrale e l’erma marmorea angolare.
A partire dagli inizi dell’Ottocento si assiste di fatto a un rifacimento completo dell’edificio in stile neoclassico. Il palazzo prende probabilmente la forma attuale, come ci attesta una pianta del piano terra realizzata dagli architetti Marchelli nella prima metà del XIX secolo, mentre le decorazioni interne e gli affreschi dei soffitti delle stanze al primo piano sono realizzati in un arco di tempo più vasto, fino al tardo Ottocento.

Nel 1917 l’immobile passa alla famiglia Magnani. Luigi, collezionista d’arte, musicologo e uomo di cultura lo cede alla Provincia di Reggio Emilia per destinarlo all’attività espositiva.

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