{"id":1079,"date":"2021-07-02T12:38:05","date_gmt":"2021-07-02T10:38:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/?p=1079"},"modified":"2025-05-14T19:26:55","modified_gmt":"2025-05-14T17:26:55","slug":"elogio-dellantropocentrismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/elogio-dellantropocentrismo\/","title":{"rendered":"Elogio dell&#8217;antropocentrismo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"821\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/005-anush-hamzehian-e-vittorio-mortarotti-untitled-yonaguni-2019-courtesy-degli-artisti.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1081\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/005-anush-hamzehian-e-vittorio-mortarotti-untitled-yonaguni-2019-courtesy-degli-artisti.jpeg 821w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/005-anush-hamzehian-e-vittorio-mortarotti-untitled-yonaguni-2019-courtesy-degli-artisti-241x300.jpeg 241w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/005-anush-hamzehian-e-vittorio-mortarotti-untitled-yonaguni-2019-courtesy-degli-artisti-768x958.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 821px) 100vw, 821px\" \/><figcaption>HAMZEHIAN &amp; MORTAROTTI, UNTITLED, YONAGUNI, 2019, \u00a9 HAMZEHIAN &amp; MORTAROTTI<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>\u00c8 importantissimo che l\u2019uomo crei una immagine di se stesso. E se non riesce a creare quell\u2019immagine allora non ci sar\u00e0 nessun futuro per l\u2019uomo. Ed \u00e8 proprio quello che esigo dall\u2019arte antropologica: che l\u2019uomo veda se stesso come immagine, mentre ora non si vede affatto come immagine [&#8230;] La sua immagine vera, che potrebbe crearsi, se se ne desse la pena, mostrerebbe una figura grandiosa dell\u2019essere umano<\/em>. <br>(Joseph Beuys, \u201cEin gespr\u00e4ch\u201c, Basilea, ottobre 1985)<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>A cosa servono le mostre d&#8217;arte?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fotografia Europea 2021<\/strong>, la principale rassegna italiana dove il linguaggio fotografico sempre di pi\u00f9 si contamina con quello dell\u2019arte contemporanea, ha messo in scena diversi progetti espositivi complessi, che utilizzano la dimensione estetica per condurci da un\u2019altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno di questi progetti \u00e8 <strong><em>L\u2019isola<\/em><\/strong> di <strong>Anush Hamzehian<\/strong> e <strong>Vittorio Mortarotti<\/strong> che intende raccogliere le ultime immagini, gli ultimi suoni e gli ultimi bagliori di una comunit\u00e0 che scompare. Yonaguni \u00e8 un piccolo pezzo di terra lontano da tutto e battuto dalle correnti pi\u00f9 forti dell\u2019Oceano Pacifico. Sull\u2019isola vivono mille persone, poche delle quali ormai parlano ancora il <strong>dunan<\/strong>. Il dunan \u00e8 una <em>Severely Endangered Language<\/em>, la sua sorte \u00e8 segnata. Di qui a qualche decennio non esister\u00e0 pi\u00f9 e sar\u00e0 dimenticata. Insieme alla lingua \u00e8 il mondo stesso di Yonaguni a dissolversi: presto non ci saranno pi\u00f9 i riti funebri durante i quali i corpi vengono seppelliti in enormi tombe a forma di ventre materno e non ci saranno pi\u00f9 <em>leyuta<\/em>, le sacerdotesse che comunicano con gli spiriti degli antenati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"821\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Hamzehian-Mortarotti-Untitled-Yonaguni-2019-\u00a9-Hamzehian-Mortarotti-3-821x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1082\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Hamzehian-Mortarotti-Untitled-Yonaguni-2019-\u00a9-Hamzehian-Mortarotti-3-821x1024.jpeg 821w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Hamzehian-Mortarotti-Untitled-Yonaguni-2019-\u00a9-Hamzehian-Mortarotti-3-240x300.jpeg 240w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Hamzehian-Mortarotti-Untitled-Yonaguni-2019-\u00a9-Hamzehian-Mortarotti-3-768x958.jpeg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Hamzehian-Mortarotti-Untitled-Yonaguni-2019-\u00a9-Hamzehian-Mortarotti-3.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 821px) 100vw, 821px\" \/><figcaption>HAMZEHIAN &amp; MORTAROTTI, UNTITLED, YONAGUNI, 2019, \u00a9 HAMZEHIAN &amp; MORTAROTTI<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La storia narrata colpisce certamente la nostra sensibilit\u00e0, muovendo sentimenti di empatia e struggente malinconia, facendoci immaginare la fine di un mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 <strong>veramente<\/strong> cos\u00ec? Finisce <strong>davvero<\/strong> un mondo se nessuno parla pi\u00f9 la lingua che lo dice?<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso il sentimento, il lavoro di Mortarotti e Hamzehian ci conduce ad una dimensione profondamente speculativa, fino a portarci sulla soglia di una delle questioni capitali del pensiero occidentale: la relazione tra linguaggio e mondo. Non per\u00f2 nella forma linguistica della teoria del significato, ma in una modalit\u00e0 molto pi\u00f9 radicalmente <strong>ontologica<\/strong>: se nessun uomo nomina le cose del mondo, quelle cose esistono?<\/p>\n\n\n\n<p>Ragionare su questi dilemmi non \u00e8 tempo perso, non sono astrazioni filosofiche che nulla hanno a che fare con la realt\u00e0 della vita quotidiana. Ignorare l\u2019opportunit\u00e0 (che di fatto questo progetto fotografico ci offre) di darsi un tempo per meditare su questi argomenti produce uno dei fenomeni culturali pi\u00f9 dannosi, la <strong>condanna pregiudiziale di ogni visione antropocentrica<\/strong>. Da questa condanna, ormai patrimonio di certo pauperismo antropologico mainstream (&#8220;l&#8217;uomo non \u00e8 altro che un animale tra gli altri&#8221;, &#8220;siamo un piccolo granellino di sabbia insignificante nel cosmo&#8221;, &#8220;il virus \u00e8 il vaccino, noi uomini siamo il virus per la natura&#8221; &#8230;) deriva gran parte degli approcci alle grandi questioni etiche del nostro tempo, tra cui quell\u2019ecologismo ingenuo e sentimentale secondo cui il pianeta Terra senza l\u2019uomo sarebbe un posto migliore.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa c\u2019entra questa idea con la fine del dunan?<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo farcene un\u2019immagine provando a rispondere a una domanda, semplice solo in apparenza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Possiamo pensare qualcosa che non possiamo dire?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Provateci, vi accorgerete che \u00e8 impossibile. Possiamo non sapere quale nome dare a ci\u00f2 che pensiamo, semplicemente per ignoranza o per quel singolare fenomeno che i medievali chiamavano <em>penuria nominum<\/em>, ma una descrizione, ancorch\u00e9 approssimativa, utilizzando altri \u201cgiri di parole\u201d \u00e8 sempre possibile. Il nostro \u00e8 inevitabilmente un <strong>pensiero proposizionale<\/strong>. Pensiamo ci\u00f2 di cui conosciamo il nome e conosciamo il nome solo di ci\u00f2 di cui facciamo esperienza, cio\u00e8 di ci\u00f2 che rientra in qualche modo nella nostra vita, anche se solo attraverso una modalit\u00e0 speculativa e non necessariamente \u201cpratica\u201d. Albert Einstein, rispondendo a chi gli chiedeva quale fosse stata la cosa pi\u00f9 sorprendente della sua vita di scienziato, disse &#8211; pi\u00f9 o meno, vado a memoria &#8211; che tutto ci\u00f2 che aveva scoperto lo aveva scoperto stando seduto su una sedia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque con il pensiero creiamo mondi che giungono a manifestazione tramite il linguaggio. Senza la parola che nomina la cosa, quella cosa esisterebbe in una qualche forma, ma non giungerebbe mai a manifestazione. Perch\u00e9 si manifesti \u00e8 necessaria una coscienza vivente, un teatro della manifestazione.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201cIn principio era il Logos \u2026 \u201d<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Dire che il Logos genera il mondo non \u00e8 allora, forse, una semplice metafora. Qual \u00e8 lo strumento che il Logos si \u00e8 costruito nei millenni per dare, oggi, la migliore (o pi\u00f9 completa, per ora) manifestazione di s\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo mentre conosce e dice, crea il mondo poich\u00e9 lo porta a manifestazione. Cos\u00ec soggetto e oggetto si fondono in un monismo perfetto. Questa \u00e8 <strong>vera interdipendenza ecologica<\/strong>: l\u2019uomo co-creatore del mondo, insieme al Logos che si riflette nel suo pensiero e nel suo linguaggio. Ci\u00f2 affida all&#8217;uomo una responsabilit\u00e0 enorme verso il mondo, la sua tutela e la sua evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Se scomparisse l\u2019uomo che dice il mondo, il mondo uscirebbe dall&#8217;orizzonte della manifestazione nel medium &#8211; ad oggi &#8211; pi\u00f9 evoluto. <\/p>\n\n\n\n<p>Esiste un racconto della tradizione ebraica, tramandato in differenti versioni, relativo a questo profondo sapere e suona pi\u00f9 o meno cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno gli angeli chiesero a Jahv\u00e8 perch\u00e9 avesse creato l\u2019uomo. Che bisogno c\u2019era di un essere cos\u00ec imperfetto? Allora Jahv\u00e8 condusse un angelo e un uomo nella foresta e attese il passaggio di alcuni animali. Pass\u00f2 una zebra e Jahv\u00e8 chiese: \u201cChe cos\u2019\u00e8 quello?\u201d<br>\u201cUn animale\u201d, rispose l\u2019angelo.<br>\u201cQuella \u00e8 una zebra\u201d, rispose l\u2019uomo.<br>Pass\u00f2 quindi un leone e Jahv\u00e8 chiese: \u201cE quello che cos\u2019\u00e8?\u201d<br>\u201cUn altro animale\u201d, rispose l\u2019angelo.<br>\u201cQuello \u00e8 un leone\u201d, rispose l\u2019uomo.<br>Concluse Jahv\u00e8 rivolgendosi all&#8217;angelo: &#8220;Hai capito, dunque, perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 necessario?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Era necessario l\u2019uomo, perch\u00e9\u2000 altrimenti la creazione sarebbe perita. Nell\u2019uomo evolve ci\u00f2 che altrove \u00e8 giunto al suo termine e ha bisogno di essere ravvivato per far procedere l\u2019evoluzione. Perci\u00f2\u2000fu necessario che l\u2019uomo si aggiungesse alla creazione, e che potessero nascere i germi fecondatori che si esprimono nei nomi.<\/em> <br>(Rudolf Steiner)<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 importantissimo che l\u2019uomo crei una immagine di se stesso. 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