{"id":1390,"date":"2025-04-20T18:16:06","date_gmt":"2025-04-20T16:16:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/?p=1390"},"modified":"2025-06-25T20:22:08","modified_gmt":"2025-06-25T18:22:08","slug":"il-nuovo-che-aspetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/il-nuovo-che-aspetta\/","title":{"rendered":"Il nuovo che aspetta"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1195\" height=\"797\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/petersen_summer-conversartion.jpg\" alt=\"Vinca Petersen, Summer Conversation, 1994\" class=\"wp-image-1392\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/petersen_summer-conversartion.jpg 1195w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/petersen_summer-conversartion-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/petersen_summer-conversartion-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/petersen_summer-conversartion-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1195px) 100vw, 1195px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vinca Petersen, Summer Conversation, 1994<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Avere vent\u2019anni nel 2025 significa essere venuti al mondo all\u2019inizio del XXI secolo, all\u2019inizio del III millennio, trovando tutto ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto sul pianeta negli anni appena precedenti. Come per tutte le et\u00e0, anche questa costituisce una sorta di eterna tappa evolutiva nello sviluppo antropologico, prevalentemente caratterizzata dall\u2019entrare a pieno titolo nella societ\u00e0 come individuo che anela alla sua libert\u00e0, all\u2019indipendenza, al non voler pi\u00f9 avere \u201cguide\u201d di riferimento se non riconosciute tali. Questo a grandi linee, tranne momenti storici particolari in cui si veniva obbligati, o per cultura familiare o per necessit\u00e0 sociali, a sottostare alla volont\u00e0 altrui, sia questa famigliare che istituzionale. Queste caratterizzazioni generali hanno per\u00f2 sempre sub\u00ecto le variazioni conseguenti alla cornice di contesto; variabili che nel corso dei secoli sono mutate notevolmente e, come sappiamo, con una accelerazione esponenziale negli ultimi decenni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spirito del tempo colora e determina nel corso dei secoli il modo di vivere, i contesti sociali, politici, economici e culturali. Nell\u2019ultimo secolo si \u00e8 confermato un notevole sviluppo delle Scienze che si sono sempre pi\u00f9 rese specialistiche di settore, grazie all\u2019incremento della Tecnica al servizio della Tecnologia. Il transito dalla meccanica, all\u2019elettrotecnica, all\u2019elettronica, le cui applicazioni hanno potenziato i mezzi di trasporto, le comunicazioni fino al fenomeno della globalizzazione, il conseguente sviluppo delle attivit\u00e0 non pi\u00f9 solo economiche bens\u00ec finanziarie, tutto ci\u00f2 \u00e8 stato il vissuto di tanti di noi ancora presenti, nati nel secondo dopoguerra ed oltre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Credo valga la pena di tentare una sorta di comparazione tra cosa ha significato essere ventenni negli anni 60, 70 del secolo scorso ed avere vent\u2019anni oggi. Requisiti necessari per compiere un\u2019operazione del genere: ampiezza di vedute, osservazione spregiudicata, onest\u00e0 intellettuale ma anche interiore ed emotiva. Naturalmente questa breve analisi si riferisce a quei paesi che sul pianeta hanno vissuto il cambiamento pi\u00f9 evidente, i cosiddetti paesi industrializzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal secondo dopoguerra ad oggi i primi venti anni di vita sono dedicati prevalentemente alla formazione, ai processi di apprendimento strutturati; la scuola italiana era improntata al necessario sviluppo dell\u2019epoca e pertanto necessitava la formazione dei quadri dirigenti, delle competenze professionali nei vari settori e gli operatori dei servizi. La scuola elementare accoglieva i bambini con attenzioni e cure non di rado pi\u00f9 elevate di quanto si potesse fare in famiglia; da molti osservatori del settore fu definita una buona performance rispetto a molti altri paesi. Le medie erano anticipazione per la scuola superiore, ma includeva elementi curriculari poi persi, quali applicazioni tecniche e artigianali. Nella scuola superiore vi erano insegnanti che univano le esperienze di vita con quelle professionali, trasferivano saperi e conoscenze con passione, non senza rigore. Una nota importante consiste nell\u2019appartenenza di genere: tranne che nella scuola materna, praticata quasi esclusivamente da maestre, dalle elementari in poi gli insegnati erano di genere maschile e femminile. La scuola lasciava i bambini a casa il pomeriggio e questo consentiva di avere a disposizione del tempo per le amicizie, il gioco con i vicini di casa, attivit\u00e0 assolutamente ludiche presso oratori o altri luoghi di aggregazione. L\u2019universit\u00e0 non era per tutte le tasche e comunque era frequente il doppio impegno di studio e lavoro. Molti universitari dividevano il loro tempo tra la frequentazione alle lezioni ed il lavoro pi\u00f9 o meno saltuario in bar, ristoranti, luoghi balneari ed altro. La burocrazia non era cos\u00ec stringente e quindi era possibile dare una mano in famiglia per sostenere il costo degli studi. A vent\u2019anni o si frequentava l\u2019Universit\u00e0 o si era gi\u00e0 da un paio d\u2019anni nel mondo del lavoro. Pensare alle vacanze estive richiedeva a molti il doversi organizzare per racimolare con qualche lavoretto il denaro necessario per partire. Come? In tutti i modi tranne che in aereo. L\u2019obiettivo apparente, andare in Grecia, quello reale, arrivarci, attraversando luoghi mai visti, incontrando persone di altre culture, respirando profumi diversi \u2026 il tutto con un occhio sempre vigile ai costi di qualsiasi cosa, alla cura di non perdere il denaro cos\u00ec faticosamente conquistato. Esperienze, esperienze, esperienze. La m\u00e8ta era il viaggio! Col senno di poi, quasi una sintesi essenziale del senso della vita, la vita stessa. La grazia? Avere tempo, essere proprietari del proprio tempo, la libert\u00e0 di ripartire stasera o domattina, a secondo della pi\u00f9 o meno gradita compagnia. Tutto ci\u00f2 era possibile solo grazie alla limitata tecnologia delle comunicazioni, unica risorsa e non sempre facilmente reperibile, una cabina telefonica con i famosi gettoni o monete locali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/gerzha-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1395\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/gerzha-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/gerzha-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/gerzha-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/gerzha.jpg 1195w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Thoma Gerzha &#8211; Pasha, Misha e Vlada, 2021<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Avere 20 anni \u00e8 sempre bello, forze fisiche, freschezza e gioia di vivere, tutto da fare, se solo lo voglio e poi \u2026 e poi vi sono periodi storici in cui i fatti sociali coincidono perfettamente con la tappa evolutiva che stai vivendo. Certamente avere vent\u2019anni negli anni 70 significava avere tutte le occasioni possibili per fare esperienze, sia nei piccoli centri che nelle grandi citt\u00e0, luoghi di tanti fermenti sociali e politici in cui la parola libert\u00e0 coincideva con una istanza reale che poi, con la strutturazione dell\u2019esistenza che seguir\u00e0 nel decennio successivo, non saranno pi\u00f9 possibili e comunque con altri profumi, altre atmosfere in cui, per una presunta libert\u00e0, si decide di assumersi anche nuove responsabilit\u00e0, quali mettere su famiglia. Certamente il bisogno interiore di un\u2019esperienza pi\u00f9 intima, direi spirituale che, pur esistendo, non era manifesto, tante erano le occasioni di cimentarsi nelle relazioni, i primi grandi amori, il fare musica e teatro, manifestare il proprio dissenso in tutte le occasioni possibili e comunque, quando per taluni lo era, c\u2019era sempre la grande India e Sai Baba. Dunque, al periodo formativo strutturato scolastico seguiva poi la grande maestra, la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa \u00e8 successo negli ultimi vent\u2019anni anni di cos\u00ec fondante da riconoscere l\u2019esperienza del ventenne oggi cos\u00ec diversa da allora, da soli venti anni prima? Vediamo alcuni eventi, tralasciandone altri forse non meno importanti ma meno evidenti, accaduti dalla svolta all\u2019ingresso del terzo millennio, fino quasi ai nostri giorni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u201911 settembre del 2001<\/strong> ha radicalmente cambiato il mondo. Non \u00e8 il caso di soffermarsi a lungo su questo, ma va tenuto presente che i ventenni di oggi nascevano proprio a ridosso di questo evento che scosse fortemente il mondo occidentale, che da quel giorno non fu pi\u00f9 come prima. Si inser\u00ec \u2013 meglio, si install\u00f2 \u2013 nell\u2019animo degli adulti dell\u2019epoca il timore, se non la paura, che ne derivava dalle conseguenze dell\u2019accaduto. Furono introdotte procedure di sicurezza con tutta una serie di limitazioni e controlli nella libert\u00e0 di movimento, tanto che pensare di organizzare viaggi con mete lontane, con mezzi propri, era gi\u00e0 da tempo fuori dagli orizzonti. Gi\u00e0 l\u2019ultimo decennio del secolo scorso vedeva i giovani viaggiare in aereo o al massimo in treno e progressivamente muoversi non pi\u00f9 con denaro contato e contante, bens\u00ec con carte bancarie. Anche il muoversi in gruppo divenne pi\u00f9 raro, tranne casi di comune appartenenza ad istanze particolari, si inizi\u00f2 a viaggiare in pochi e possibilmente gi\u00e0 ben affiatati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La mia condizione privilegiata mi consente da anni di osservare i macro-cambiamenti nel mondo come pure il contesto scolastico in quanto docente nella scuola superiore. Nel 2020 quei bambini nati a ridosso del 11 settembre 2001 si trovarono, in piena adolescenza, a vivere il <strong>fenomeno pandemico<\/strong>. Anche questo secondo evento, come il primo, lo abbiamo vissuto tutti, ma quanto profondamente abbia segnato questi giovani alcuni di noi lo possono ben immaginare.&nbsp; A scuola, la vita sociale, il desiderio di incontro e tutta la vita personale fin nei particolari famigliari \u00e8 stata fortemente compromessa, perch\u00e9 ha intaccato due aspetti che caratterizzano l\u2019adolescenza: il desiderio ideale di libert\u00e0 e la necessit\u00e0 di incontro che si sostanzia solo attraverso la possibilit\u00e0 di movimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo, non certo per ordine di importanza, \u00e8 stato lo sviluppo esponenziale delle <strong>tecnologie della comunicazione<\/strong> che si \u00e8 particolarmente intensificata negli ultimi 10 anni. Non c\u2019\u00e8 bisogno di investire troppo tempo nell\u2019osservazione dei suoi effetti, vediamo tutti quante difficolt\u00e0 sociali e personali si stanno manifestando, purtroppo fino alla cronaca nera. In ambito scolastico qualcuno sta correndo ai ripari, ma ecco arrivare l\u2019A.I. e tutto ci\u00f2 che ne consegue.<\/p>\n\n\n\n<p>Terminata la clausura pandemica si \u00e8 presentato un quarto elemento che ha preso di forza il palcoscenico dell\u2019interiorit\u00e0; mi riferisco ai <strong>conflitti<\/strong> che negli ultimi 3 anni si sono accesi in territori non troppo lontani da noi, le cui sorti sono appese ad equilibri di geopolitica mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>La fenomenologia sopra presentata ha di fatto destabilizzato l\u2019assetto sociale, sono progressivamente venute meno le sicurezze nel mondo degli \u201cadulti\u201d che in una certa misura influenzano tutta l\u2019atmosfera degli ambiti di incontri di collaborazione, sia nel mondo del lavoro che nell\u2019ambito scolastico e sociale in generale. Una sorta di chiusura in se stessi, occupandosi prevalentemente degli affari propri, cercando di non pensare. Tutto ci\u00f2 rischia di legittimare in una certa misura l\u2019atteggiamento dei giovani a non innestare le proprie forze di volont\u00e0 per la realizzazione di un progetto futuro che richiede ci\u00f2 che ha sempre richiesto: <strong>entusiasmo<\/strong> e <strong>fiducia nella vita<\/strong>. D\u2019altro canto, la scuola da anni ha imboccato una sorta di accelerazione nei processi di apprendimento: nei pi\u00f9 piccoli fino all\u2019uso della tecnologia, di intensificazione curriculari ed inasprimenti di giudizi nei comportamenti, ritornando alle minacce del voto di comportamento, nei ragazzi in pubert\u00e0 e adolescenza. L\u2019OCSE Pisa segnala le gravi carenze circa le competenze minime necessarie per un sano processo formativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"983\" height=\"734\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/pasqui.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1397\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/pasqui.jpg 983w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/pasqui-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/pasqui-768x573.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 983px) 100vw, 983px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Jacopo Pasqui &#8211; From 1999<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A queste forme di accelerazione e di intensificazione \u2013 che vorrei sintetizzare in tre troppo: <strong>troppe cose<\/strong>, <strong>troppo presto<\/strong>, <strong>troppo velocemente<\/strong> \u2013 si riflette un fenomeno speculare gi\u00e0 visibile all\u2019inizio del secolo: come controcanto a queste anticipazioni nasceva polarmente la tendenza a ritardare il pi\u00f9 possibile l\u2019abbandono delle certezze offerte dal \u201cnido famigliare\u201d, lo spiccare il volo verso orizzonti di autonomia e indipendenza. L\u2019intensificazione degli eventi che stanno vivendo gli odierni ventenni \u2013 e che in una certa misura tutti stiamo vivendo nei nostri giorni \u2013 suggeriscono un\u2019osservazione ed una domanda: <em>Quale attitudine viene richiesta dallo spirito del tempo per ripristinare il pi\u00f9 possibile e rapidamente l\u2019equilibrio interiore necessario a far fronte alla moltitudine di eventi, tutti non rinviabili?&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Presenza di spirito, riconoscimento ed accettazione dei propri limiti senza i quali non posso superarli, flessibilit\u00e0, dinamicit\u00e0, fiducia in me e nel futuro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La metafora che meglio restituisce il concetto \u00e8 quella dell\u2019<strong>andare in bicicletta<\/strong>; una pedalata a sinistra, sbilanciamento, ed una a destra per riequilibrare e procedere. Detta in termini medico-scientifico, possiamo dire che la tendenza\/rischio consiste nel considerare l&#8217;esistenza vivibile solamente in una condizione di <strong><em>omeostasi<\/em><\/strong><em>.<\/em> Vuol dire tendenza naturale a mantenere una determinata stabilit\u00e0, stasi, condizione omogenea, costante, statica. In realt\u00e0 la vita sembra chiedere tutt&#8217;altro, di essere in movimento, alla costante ricerca di un equilibrio, oggi pi\u00f9 che mai estremamente dinamico. Quindi la condizione omeostatica va ritrovata ogni volta che la vita porta incontro qualcosa che destabilizza questo equilibrio, una condizione <strong><em>eterostatica<\/em><\/strong>, cio\u00e8 di condizioni variabili (da non confondere con la resilienza, che riguardava pi\u00f9 le generazioni del secolo scorso). La variabilit\u00e0 delle condizioni della vita \u00e8 tanta e tale da richiedere veramente un <strong>grande sforzo di volont\u00e0<\/strong> per fare in modo che quella condizione<em> <\/em>eterostatica diventi progressivamente il procedere nella nell\u2019esistenza terrena, ritrovando il proprio centro di gravit\u00e0 in condizioni impreviste. L\u2019alternativa \u00e8 restare sulla Terra con riserva, con l\u2019incertezza di volerci restare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019insicurezza, a prescindere che trovi la sua genesi in bassi livelli di autostima o ceti sociali di appartenenza o latitudine sullo stivale, ha una indubbia diversificazione nel modo di essere vissuto a secondo del genere di appartenenza. Il maschile osserva con pi\u00f9 attenzione ed interesse il fenomeno di integrazione sociale e cerca di organizzarsi in tal senso, a prescindere dalla possibilit\u00e0 di riuscire o meno; d\u2019altro canto, \u00e8 meno incline a guardarsi \u201cdentro\u201d, non si conosce, non si apre a se stesso nella dimensione pi\u00f9 intima. L\u2019essere femminile vive una situazione diametralmente opposta, si interessa ai fatti del mondo, ma \u00e8 il mondo della sua anima il campo di investigazione. Questo tema richiederebbe un approfondimento specifico, ma \u00e8 importante accennarne per cercare di cogliere il fenomeno che sempre pi\u00f9 spesso si manifesta, l\u2019uso della violenza fisica nei casi in cui una relazione stia naufragando. Impareremo nuovamente a capire e comprendere meglio che l\u2019uomo e la donna non amano allo stesso modo, hanno una diversa aspettativa dalla relazione amorosa. All\u2019<em>epoca romantica<\/em> sta seguente quella delle <strong><em>passioni tristi<\/em><\/strong>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019ultima riflessione riguarda in modo specifico il cambiamento avvenuto negli ultimi trent\u2019anni nell\u2019ambito scolastico. Il dato che segue \u00e8 stato fornito dal Ministero dell\u2019Istruzione e del Merito M.I.U.R. in occasione dell\u20198 marzo 2024, riguardo al \u201cgenere femminile\u201d degli insegnanti nei vari ordini e gradi della scuola italiana:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Scuola dell\u2019infanzia 99%&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Scuola primaria 96%<\/li>\n\n\n\n<li>Scuola secondaria di I grado 78%<\/li>\n\n\n\n<li>Scuola secondaria II grado 67%<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La femminilizzazione della professione docente \u00e8 un fenomeno in crescita: 81,5% degli insegnanti nelle scuole statali \u00e8 donna (768.667 su 943.681). Che cosa questo sbilanciamento possa generare nella formazione dei giovani \u00e8 un campo di ricerca in cui tanto \u00e8 ancora da fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggendo e rileggendo questa breve esposizione mi rendo conto che forse gran parte delle caratterizzazioni sugli attuali ventenni \u00e8 estendibile a gran parte di noi \u201cadulti da un pezzo\u201d. Ci\u00f2 mi fa pensare che parte delle loro difficolt\u00e0 siano il riflesso della nostra, quella di non essere stati relativamente capaci di offrire un esempio vivente di coraggio intellettuale, di amore per la verit\u00e0, di onest\u00e0 interiore, in poche parole, di non essere stati pienamente capaci di restare in sella, nonostante le tante strade dissestate. Rimane per\u00f2 l\u2019incrollabile fiducia nel pensiero che ogni generazione apporta sulla Terra, un impulso che prima non c\u2019era, quindi la speranza che trovi il nuovo che aspetta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Octopuss-Diary-02-1024x683.jpg\" alt=\"Octopus\u2019s Diary by Matylda Ni\u017cegorodcew\" class=\"wp-image-1417\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Octopuss-Diary-02-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Octopuss-Diary-02-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Octopuss-Diary-02-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Octopuss-Diary-02.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Octopus\u2019s Diary by Matylda Ni\u017cegorodcew<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Il testo di Sabino Pavone \u00e8 stato scritto in occasione della XX edizione di <a href=\"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Fotografia Europea,<\/strong><\/a> il cui tema \u00e8 &#8220;Avere vent&#8217;anni&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avere vent\u2019anni nel 2025 significa essere venuti al mondo all\u2019inizio del XXI secolo, all\u2019inizio del III millennio, trovando tutto ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto sul pianeta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":1417,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53],"tags":[41],"class_list":["post-1390","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-anemorfosi","tag-fotografia-europea"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1390","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1390"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1390\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1487,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1390\/revisions\/1487"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1417"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}