{"id":1402,"date":"2025-04-21T09:49:47","date_gmt":"2025-04-21T07:49:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/?p=1402"},"modified":"2025-06-25T20:21:41","modified_gmt":"2025-06-25T18:21:41","slug":"se-ventanni-vi-sembran-pochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/se-ventanni-vi-sembran-pochi\/","title":{"rendered":"Se vent&#8217;anni vi sembran pochi"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel fatidico anno 2000 accadono due fatti apparentemente slegati tra loro, ma che sono destinati a segnare l\u2019identit\u00e0 primaria della fotografia nel quarto di secolo a venire: da un lato, vengono messi in commercio i primi telefoni cellulari dotati di fotocamera e in grado di inviare immagini attraverso la rete, dall\u2019altro il premio artistico pi\u00f9 prestigioso e <em>cool <\/em>del mondo, il <strong>Turner Prize<\/strong>, viene conferito per la prima volta a un fotografo, il tedesco basato a Londra Wolfgang Tillmans.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il massimo della democratizzazione in contemporanea con il massimo dell&#8217;\u00e9litarismo. La fotografia attraversa i primi vent\u2019anni del nuovo millennio su questi due binari, vivendo una stagione invero straordinaria, degna delle grandi epoche del passato, dagli anni Settanta e Ottanta dell\u2019Ottocento agli anni Venti e Trenta del Novecento, stagioni segnate, come questa, da cruciali progressi tecnologici nell\u2019ambito degli strumenti e dei mezzi di diffusione e da non meno epocali raggiungimenti nell\u2019ambito del linguaggio fotografico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/250424_FE25__T219571-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1465\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/250424_FE25__T219571-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/250424_FE25__T219571-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/250424_FE25__T219571-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/250424_FE25__T219571-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/250424_FE25__T219571-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fotografia Europea 2025 &#8211; ph outThere collective<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Chi aveva pensato che la rivoluzione fosse nel passaggio dall\u2019analogico al digitale, avvenuta negli anni Novanta del XX secolo, si era sbagliato, o quanto meno aveva preso in considerazione solo la fase iniziale di quel moto: la vera rivoluzione avviene dapprima nel passaggio <strong>dalla macchina fotografica al telefono<\/strong> (si esce di casa sapendo che si potr\u00e0 sempre scattare una fotografia, sino a quel momento bisognava uscire attrezzati con un apposito strumento) e poi nella <strong>possibilit\u00e0 di condividere<\/strong> \u2013 potenzialmente con il mondo intero \u2013 il risultato di quel gesto, lo scatto, divenuto sempre pi\u00f9 semplice. Se il leggendario slogan della Kodak di fine Ottocento recitava \u201cyou push the button, we do the rest\u201d, oggi a noi basta toccare lo schermo, e la macchina fa tutto il resto, in tempo reale: realizzazione, distribuzione e fruizione possono coincidere, attraverso un processo che fino a tre decenni fa apparteneva alla fantascienza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Contemporaneamente a questa impressionante accelerazione tecnologica, che ha avuto come risultato immediato l\u2019ulteriore democratizzazione della pratica fotografica, trasformando gran parte degli essere umani in potenziali fotografi, si \u00e8 assistito alla sempre maggiore considerazione culturale ed economica della fotografia; alla smaterializzazione dello schermo del cellulare o del computer ha fatto da contraltare la crescita esponenziale delle misure e del peso delle fotografie dei&nbsp; maestri esposti nei principali musei d\u2019arte del mondo (gli stessi maestri che utilizzano in chiave creativa le immagini prodotte dalle <em>seeing machines<\/em> o quelle proveniente dall\u2019infinito archivio rappresentato da internet); alla circolazione gratuita e allo sfruttamento anche economico delle immagini via internet ha corrisposto l\u2019aumento dei valori delle fotografie battute nelle grandi aste internazionali, capaci di superare cifre a sei zeri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per analizzare anche brevemente cause e conseguenze di questa condizione sono stati scritti saggi, inutile qui tentare considerazioni che sarebbero forzatamente troppo sintetiche per tematiche cos\u00ec importanti e complesse; pu\u00f2 valer la pena per\u00f2 tentare di immaginare, superato il primo quarto di secolo, cosa possa accadere nel secondo. Viene a sostegno, qui, il ventesimo anniversario di <strong>Fotografia Europea<\/strong>, una manifestazione nata nel 2006, che ha costruito nel tempo una sua forte identit\u00e0 e ha raggiunto un ruolo di primo piano tra le manifestazioni di questo genere in ambito internazionale, confermata dalla conquista due anni fa del newyorchese <strong>Lucie Award<\/strong> come \u201cMiglior Festival Fotografico dell\u2019Anno\u201d. Ebbene, nel 2006 il termine \u201cfotografia\u201d era ancora considerato \u2013 nonostante le novit\u00e0 appena ricordate \u2013 come quello pi\u00f9 adatto per definire le immagini destinate a trovare forma e concretezza in un oggetto stampato. Ora, l\u2019immagine ha preso il sopravvento sull\u2019oggetto, e la sproporzione tra le immagini scattate e quelle stampate \u00e8 divenuta talmente grande a favore delle prime che proprio <strong>il termine di immagine sta inesorabilmente soppiantando quello di fotografia<\/strong> (sempre a proposito di date, nel 2009 Fred Ritchin pubblica <em>After Photography<\/em>, saggio che sin dal titolo evidenzia il rivolgimento in corso, e nel 2010 nasce Instagram, piattaforma che segna il definitivo trionfo dell\u2019immagine smaterializzata e della sua circolazione).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ragionavamo, tutti, del futuro della <strong>fotografia<\/strong>, nel 2006; oggi, ragioniamo tutti del futuro dell\u2019<strong>immagine<\/strong>, e lo facciamo a partire da un ospite nuovo, tanto atteso e gi\u00e0 famigerato quanto ancora sconosciuto, l\u2019<strong>Intelligenza<\/strong> <strong>Artificiale<\/strong>. Apocalittici e integrati hanno gi\u00e0 cominciato a lanciare e lanciarsi strali dalle rispettive barricate: chi scrive ritiene l\u2019argomento troppo complesso per le sue limitate conoscenze di intellettuale nato poco dopo la met\u00e0 del secolo scorso \u2013 peraltro segnato su questi temi in maniera indelebile dall\u2019oggi quasi tenero, eppur sempre minaccioso, HAL 9000 &#8211; e quindi si guarda bene dal formulare giudizi. Certamente di questo si discuter\u00e0 a lungo nei prossimi venticinque anni, poich\u00e9 gi\u00e0 ora \u00e8 indubbio che ci si trova di fronte a una nuova rivoluzione nel nostro rapporto con la produzione e con la fruizione delle immagini, e come la storia insegna le rivoluzioni si sa come e perch\u00e9 cominciano, ma raramente si pu\u00f2 prevedere quale strada prenderanno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le mostre e i festival possono servire anche a questo, a conoscere e a fornire strumenti per comprendere le novit\u00e0, a partire dalle riflessioni sul passato per giungere sino a un presente che prova a guardare al futuro.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221204-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1455\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221204-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221204-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221204-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221204-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221204-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">ph outThere collective<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel fatidico anno 2000 accadono due fatti apparentemente slegati tra loro, ma che sono destinati a segnare l\u2019identit\u00e0 primaria della fotografia nel quarto di secolo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":1465,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53],"tags":[41],"class_list":["post-1402","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-anemorfosi","tag-fotografia-europea"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1402","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1402"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1402\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1466,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1402\/revisions\/1466"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}