{"id":1405,"date":"2025-04-20T10:12:13","date_gmt":"2025-04-20T08:12:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/?p=1405"},"modified":"2025-06-25T20:22:18","modified_gmt":"2025-06-25T18:22:18","slug":"pensare-per-immagini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/pensare-per-immagini\/","title":{"rendered":"Pensare per immagini"},"content":{"rendered":"\n<p>Siamo generalmente persuasi di vivere nell\u2019epoca delle immagini. Siamo circondati, investiti quotidianamente da messaggi visivi, immagini pi\u00f9 o meno in movimento, provenienti da un numero elevato di dispositivi e di canali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci viene detto che l\u2019intelligenza artificiale (IA) gi\u00e0 ora stia portando una rivoluzione nel mondo della produzione delle immagini: tramite il linguaggio naturale \u00e8 possibile richiedere alla macchina di produrre un\u2019immagine o un video che fino a pochi mesi fa avrebbero richiesto ore e ore &#8211; se non giornate &#8211; di lavoro. Magari immagini e video \u201cimpossibili\u201d, cio\u00e8 rappresentanti situazioni verosimili molto complesse o di pura invenzione. Da qui tutto il problema delle immagini <em>fake<\/em> sempre pi\u00f9 difficili da smascherare.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose, per\u00f2, non stanno cos\u00ec.<br>\u00c8 vero, infatti il contrario: oggi l\u2019uomo vive, piuttosto, nell\u2019epoca del concetto <em>senza<\/em> l\u2019immagine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Immagine e concetto definiscono due dimensioni polari, due momenti distinti nella storia della coscienza dell\u2019uomo, almeno di quello occidentale. Abbiamo alle nostre spalle una lunga epoca di evoluzione in cui l\u2019uomo \u00e8 veramente vissuto nell\u2019immagine senza concetto, almeno fino all\u2019alba della filosofia greca. La manifestazione pi\u00f9 significativa di ci\u00f2 sono stati i miti: tutte le civilt\u00e0 del passato, attraverso l\u2019evocazione di grandi immagini fondative, definivano ci\u00f2 che identifica un popolo, nelle sue diversificate dimensioni spirituali, economiche e giuridiche. Le immagini \u201cpiovevano\u201d (per recuperare il movimento di ci\u00f2 che \u201criempie\u201d l\u2019alta fantasia di <strong>Dante<\/strong> nel <em>Purgatorio<\/em>) da una dimensione ultraterrena, captate e tradotte da intermediari &#8211; sacerdotesse o ciechi aedi &#8211; o accessibili ai soli <em>sof\u00f2i<\/em>, poich\u00e9 iniziati ai misteri.<\/p>\n\n\n\n<p>La filosofia nasce quando l\u2019uomo perde progressivamente la capacit\u00e0 di accedere direttamente alla fonte delle immagini, quando abbandona il mito per il <em>logos<\/em>, in un percorso di affrancamento che giunger\u00e0 fino alle idee chiare e distinte dei secoli dei Lumi, quando sar\u00e0 in grado di cesellare concetti di straordinaria complessit\u00e0, che coltivano l\u2019ambizione di essere del tutto autonomi, di non aver bisogno di null\u2019altro che di se stessi per giustificarsi. Da allora la conoscenza avr\u00e0 sempre meno bisogno della fantasia, tantomeno di quella \u201cpioggia di immagini\u201d che, da una dimensione ultraterrena, la riempie.<\/p>\n\n\n\n<p>Le immagini sono fluide, mobili, sfocate, mai definite una volta per tutte, vogliono dire una certa cosa ma anche il suo contrario. Il mondo delle immagini \u00e8 lo spazio del sacro, dell\u2019ambivalenza, della compresenza degli opposti, della quiete e del conflitto (\u201cPolemos &#8211; \u00e8 scritto nei frammenti di <strong>Eraclito<\/strong> &#8211; \u00e8 padre di tutte le cose e di tutte \u00e8 re\u201d). Apollo \u00e8 dio della luce e delle arti, ma anche il <em>loss\u00eca<\/em>, l\u2019obliquo, colui che si esprime per oracoli incomprensibili, colui che porta la morte nel campo dei Greci accampati sulla spiaggia di Troia. Quando, nelle <em>Baccanti<\/em>, Dioniso esce dal tempio dove gli Dei sono \u201crelegati\u201d (la religione serve a contenere sacro) ed entra a Tebe, stravolge la vita ordinata della <em>polis<\/em>: non esistono pi\u00f9 le differenze che fondano le regole e la legge, i vecchi si uniscono ai giovani, donne si scagliano su uomini e animali facendoli a pezzi, i palazzi del potere civile crollano al suo passaggio. \u00c8 il mondo dell\u2019infanzia dell\u2019umanit\u00e0, quando gli uomini avevano ricevuto, come un dono, la capacit\u00e0 di vedere dietro i fenomeni della natura gli spiriti elementari. \u201cTutto \u00e8 pieno di d\u00e8i\u201d, diceva <strong>Talete<\/strong>. Similmente, per i bambini tutto \u00e8 magia e la nascita del pensiero razionale, la conquista della lingua-<em>logos<\/em>, \u00e8 come l\u2019abbandono dell\u2019Eden. Il bambino, verso i tre anni, inizia a dire \u201cIo\u201d a s\u00e9 stesso, inizia a sentirsi separato dal mondo, inizia il faticoso viaggio verso la conquista dei propri pensieri, quando potr\u00e0, finalmente, incontrare i concetti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"435\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Baccanti-1024x435.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1411\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Baccanti-1024x435.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Baccanti-300x127.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Baccanti-768x326.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Baccanti.jpg 1283w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>I concetti sono ci\u00f2 che porta ordine nel caos delle immagini, ci\u00f2 che consente agli uomini di intendersi e governare la <em>polis<\/em>. I concetti non sono ambigui ma precisi, non suggeriscono ma affermano, non scaldano gli animi ma li raffreddano nella loro pretesa di oggettivit\u00e0, non si trasformano ma \u2013 al limite \u2013 si superano negandosi. Con il vulcaniano Spock della serie TV Star Trek era praticamente impossibile entrare in conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019epoca odierna, quella del riduzionismo e del materialismo scientifico che persegue l\u2019autonomia della conoscenza, siamo forzatamente portati a muoverci nella dimensione del concetto, lasciando all\u2019immagine giusto lo spazio dell\u2019intrattenimento e dell\u2019arte, che infatti \u2013 purtroppo \u2013 spesso coincidono.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Italo Calvino<\/strong>, nella sua lezione americana dedicata alla <em>Visibilit\u00e0<\/em>, metteva in guardia dal \u201cpericolo che stiamo correndo di perdere una facolt\u00e0 umana fondamentale: il potere di mettere a fuoco visioni a occhi chiusi, di far scaturire colori e forme dall\u2019allineamento di caratteri alfabetici neri su una pagina bianca, di pensare per immagini. Penso a una possibile pedagogia dell\u2019immaginazione che abitui a controllare la propria visione interiore senza soffocarla e senza d\u2019altra parte lasciarla cadere in un confuso, labile fantasticare, ma permettendo che le immagini si cristallizzino in una forma ben definita, memorabile, autosufficiente, \u201cicastica\u201d.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"825\" height=\"1249\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/calvino-lezioni-americane.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1409\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/calvino-lezioni-americane.jpg 825w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/calvino-lezioni-americane-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/calvino-lezioni-americane-676x1024.jpg 676w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/calvino-lezioni-americane-768x1163.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Non risulter\u00e0 dunque strano pensare che, rispetto ad un percorso evolutivo che condurr\u00e0 in futuro l\u2019uomo ad essere in grado passare liberamente dal concetto all\u2019immagine e viceversa, l\u2019<strong>IA<\/strong> rappresenti non una <strong>forza<\/strong> di progresso ma <strong>di regresso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019IA ci inchioda al linguaggio conosciuto (nel prompt scrivo ci\u00f2 che linguisticamente domino), in un momento storico dove il lessico si impoverisce progressivamente e si uniforma agli usi standardizzati ormai di una lingua egemone, l\u2019inglese, che determina anche forme pensiero e, inevitabilmente, una precisa concezione del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale novit\u00e0, quale autentica rivoluzione potr\u00e0 dunque mai venire da un impulso sterile, generativo di nulla, ma tragicamente condannato alla riproposizione dell\u2019identico, inchiodato a quel logocentrismo che gi\u00e0 Antonin Artaud vedeva nel copione teatrale. <strong>La \u201ccrudelt\u00e0\u201d retrograda dell\u2019IA \u00e8 la sua ferrea, crudele necessit\u00e0 di rispondere al <em>logos<\/em>, mentre rimane del tutto cieca verso il simbolo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure qualcosa ci \u00e8 stato donato, gratuitamente, senza i costi occulti che lo sviluppo dell\u2019IA necessariamente richiede. Ogni civilt\u00e0 ha a disposizione il patrimonio delle fiabe e delle saghe popolari, tramite cui consentire ad ogni uomo, a qualsiasi et\u00e0, di accedere al Regno delle Madri, dove le immagini mutano incessantemente forma, immagini generative di qualsiasi potenziale combinazione che supera i limiti del linguaggio &#8211; cio\u00e8 del mondo &#8211; conosciuto e, attraverso il simbolo, ci ricongiungono all\u2019origine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa fiaba \u2013 scrive <strong>Antonella Zanti<\/strong>, studiosa delle fiabe dei Grimm \u2013 ci parla dell\u2019immenso dolore che ogni uomo sperimenta alla nascita, quando lascia la dimensione dello spirito per inabissarsi nella materia terrestre. Ci descrive questo dolore parlandoci della condizione in cui ci siamo trovati la prima volta che abbiamo fatto questa esperienza, quando siamo stati cacciati dal Paradiso, ma anche della condizione che ci si ripresenta ogni volta che rinasciamo, ogni mattina quando ci risvegliamo, ogni volta che la vita ci presenta una prova, un ostacolo o ci chiede di cambiare. Armonizzare spirito e materia, ereditariet\u00e0 e principio individuale, transitorio ed eterno \u00e8 il destino di tutti e tutti gli uomini sono chiamati a misurarsi con questo. Nella fiaba ci viene mostrato, come in un teatro, la nostra condizione umana e ognuno dei personaggi che vi sono rappresentati vive in noi, nella nostra anima. Noi siamo il re, il principe e la povera fanciulla, ma siamo anche la strega, la matrigna e lo gnomo. La nostra interiorit\u00e0 e le potenzialit\u00e0, di bene e di male, che vivono in noi si squadernano sulla scena divenendo personaggi che svolgono una parte, le forze dell\u2019anima si rivestono di immagini. Le immagini hanno la forza di parlare a una dimensione dell\u2019essere intima e profonda, al nostro sentire, si fissano nell\u2019interiorit\u00e0. Hanno la capacit\u00e0 di descrivere un insieme, qualcosa che \u00e8 in divenire, che pu\u00f2 continuare a crescere con noi. Nella definizione [concettuale] i pensieri si chiudono, si irrigidiscono, acquisiscono una forma fissa; nell\u2019immagine invece i contorni sfumano, cambiano, si trasformano. Il rimando interiore di una definizione \u00e8 un\u2019esperienza di morte, il rimando di un\u2019immagine vera \u00e8 una rivitalizzazione dell\u2019essere. I bambini, quando ascoltano fiabe, cambiano espressione, colorito, osservando si pu\u00f2 cogliere come ricevano un sano nutrimento per l\u2019anima.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"661\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/principe_ranocchio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1461\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/principe_ranocchio.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/principe_ranocchio-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/principe_ranocchio-768x496.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Jack Zipes Historic Fairy Tale Postcard Collection &#8211; Froschk\u00f6nig (1900 or earlier) Uncredited artist<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em><strong>Reggionarra<\/strong><\/em>, il piccolo festival nato a Reggio Emilia venti anni fa, consente di ricreare ogni anno le premesse perch\u00e9 questo rito collettivo di \u201cmagia bianca\u201d  &#8211; che \u00e8 il raccontare fiabe &#8211;  coinvolgendo bambini, scuole, insegnanti e genitori, si possa rinnovare, alimentando la capacit\u00e0 di una comunit\u00e0 di immaginare un futuro non gi\u00e0 scritto.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo generalmente persuasi di vivere nell\u2019epoca delle immagini. 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