{"id":1439,"date":"2025-05-02T13:25:25","date_gmt":"2025-05-02T11:25:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/?p=1439"},"modified":"2025-06-25T20:21:35","modified_gmt":"2025-06-25T18:21:35","slug":"fotografia-europea-2025-avere-ventanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/fotografia-europea-2025-avere-ventanni\/","title":{"rendered":"Fotografia Europea 2025. Avere vent&#8217;anni"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250424_FE25__T219892-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1450\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250424_FE25__T219892-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250424_FE25__T219892-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250424_FE25__T219892-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250424_FE25__T219892-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250424_FE25__T219892-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Fotografia europea 2025, Inaugurazione, ph outThere_collective<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Kodokushi<\/em>, letteralmente <em>morte per solitudine<\/em>. Il giapponese, che \u00e8 una lingua meticolosa, ha inventato una parola precisa per definire questa&nbsp;nuova categoria di&nbsp; decessi. Anche le case&nbsp;dove la gente vive da sola sepolta per anni, in mezzo ai rifiuti, hanno un nome,&nbsp;<em>Gomi- Yashiki<\/em>, case immondizia. Sono cos\u00ec diffuse che ormai in Giappone c\u2019\u00e8 un tutto un mercato fiorente di ditte specializzate in \u201cpulizie particolari\u201d. &nbsp;Sono le stesse che prima ripulivano le scene del crimine e che ora si sono riconvertite per le nuove esigenze della societ\u00e0. Le compagnie assicurative vendono polizze apposta per i proprietari di immobili, in caso&nbsp; di morte solitaria degli&nbsp; inquilini dentro questi infermi di solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso anno in Giappone sono morte&nbsp;da sole nelle loro case quasi <strong>70.000 persone<\/strong>, un numero enorme. Pi\u00f9 del doppio di 10 anni fa. La quarta potenza economica al mondo e&nbsp;uno dei paesi&nbsp;pi\u00f9 all&#8217;avanguardia del pianeta&nbsp;ha <strong>70.000<\/strong> fantasmi l\u2019anno di cui si accorge solo quando non \u00e8 pi\u00f9 possibile ignorarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>In Giappone c\u2019\u00e8 anche un altro fenomeno ora di cui si parla molto, si chiama <strong>50-80<\/strong>. Sono persone di 50 anni che non lavorano e che vivono con i genitori anziani, 80-90 anni. Persone che, quando <strong>erano giovani<\/strong>, a un certo punto si sono chiuse in casa e hanno tagliato i ponti con tutto e tutti: il nome di questi ex giovani che hanno smesso di vivere, anche se hanno continuato a vivere, forse lo conoscete, <strong><em>Hikikomori<\/em><\/strong>, letteralmente <em>ritirati<\/em><strong>.<\/strong> Quando anche qui da noi abbiamo iniziato a conoscere la storia di questi ragazzi giapponesi che non ce la facevano pi\u00f9 a reggere i ritmi di una societ\u00e0 sempre <strong>pi\u00f9 &nbsp;performativa<\/strong> e richiedente, che aveva assimilato il peggio della nostra cultura competitiva occidentale, ragazzi che sceglievano &nbsp;di non uscire pi\u00f9 di casa e &nbsp;&nbsp;avere solo uno &nbsp;schermo digitale come unica forma di comunicazione, nessuno ci ha detto che fine hanno fatto poi quei ragazzi. Ecco, quei ragazzi poi sono cresciuti e la maggior parte di loro non ce l\u2019ha fatta a rientrare nella vita normale, perch\u00e9 \u00e8 molto difficile farlo quando hai interrotto tutti i tuoi contatti con l\u2019esterno e non hai pi\u00f9 sguardi sugli altri e pensieri per costruirti.&nbsp; Adesso che sono diventati adulti e i loro genitori sono vecchi, che fine faranno questi ex ragazzi senza &nbsp;nessun legame? Gli esperti in Giappone dicono &nbsp;che molto probabilmente entreranno nelle statistiche delle morti per <em>kodokushi<\/em>. Moriranno soli in casa circondati da rifiuti. E i numeri continuano a salire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I ragazzi che non escono pi\u00f9 di casa in Giappone oggi, i futuri 50-80, sono 2 milioni e mezzo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Parto dal&nbsp; Giappone non&nbsp; perch\u00e9 in mostra ci siano i capolavori di Daido Moryama, ma perch\u00e9 il Giappone \u00e8 un viaggio nel futuro.&nbsp; Se vogliamo avere un\u2019idea di cosa accadr\u00e0 alla nostra Generazione Zeta, e a tutti noi, dobbiamo&nbsp; partire da l\u00ec. Il Giappone \u00e8 un laboratorio vivente che ci mostra in anteprima dove stiamo andando, perch\u00e9 \u00e8 sempre andata cos\u00ec: quello che ora&nbsp; sembra non riguardarci e appartenere&nbsp; a un mondo lontano da noi, un giorno sar\u00e0 la nostra normalit\u00e0. E&nbsp; gli eventi come Fotografia Europea, che captano&nbsp; quanto di pi\u00f9 profondo c\u2019\u00e8 in giro il mondo,&nbsp; ci costringono a fare connessioni e &nbsp;rompere i nostri automatismi. Questa \u00e8 una forma di igiene mentale perch\u00e9 i corti circuiti generano visioni. Noi viviamo in un\u2019epoca di opinioni, ma a noi servono visioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Direte, morte per <em>Kodokushi<\/em>, <em>Hikikomori<\/em> sono casi estremi: \u00e8 vero. Allora spostiamoci nella vita quotidiana&nbsp;della citt\u00e0 che non dorme mai come ce la descrive in mostra Kido Mafon.&nbsp; Andiamo una sera qualunque a Kabukich\u014d, un tempo il quartiere a luci rosse pi\u00f9 famoso del Giappone, il centro gravitazionale delle notti di Tokyo.&nbsp;Un labirinto di &nbsp;locali , si chiamano Host Club, con affisse centinaia di foto di ragazzi e ragazze ammiccanti e &nbsp;le loro tariffe. &nbsp;In tutto il paese di questi <strong>professionisti dell\u2019affetto<\/strong> ce ne sono <strong>22.000<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A chiedere i loro servizi non sono &nbsp;persone di una certa et\u00e0 o anziani soli ma ragazzi e ragazze giovani, belli, che lavorano, &nbsp;che studiano, che escono di casa per andare in ufficio, all\u2019universit\u00e0: vivono in mezzo a milioni di persone &#8211; Tokyo \u00e8 la citt\u00e0 metropolitana &nbsp;pi\u00f9 grande al mondo, 38 milioni di abitanti &#8211; ma &nbsp;la sera&nbsp; vanno a Kabukich\u014d. E non vanno alla ricerca di corpi ma <strong>di relazioni<\/strong>, o meglio del loro simulacro.&nbsp; Non fanno sesso in questi locali ma pagano per affittare qualcosa che assomiglia ad un amico, o un&#8217;amica, perch\u00e9 non sanno con chi parlare. Si indebitano&nbsp;per prenotare un surrogato di partner, sempre lo stesso, che dia loro l\u2019illusione per un paio d\u2019ore di un po\u2019 di attenzione, che li faccia sentire importanti perch\u00e9&nbsp; anche una finzione va bene quando non hai mai nessuno che ti aspetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Tokyo ha la percentuale pi\u00f9 alta di adulti non sposati. Pi\u00f9 di un terzo di queste personeei non sposati<strong>, tra i 20 e i 49 anni<\/strong>, non ha mai avuto un appuntamento in vita sua.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sono cos\u00ec sbriciolate le relazioni, in una societ\u00e0 in cui il valore pi\u00f9 alto \u00e8 lavorare, lavorare cos\u00ec tanto da morire (anche per questa morte il giapponese ha una parola, <strong><em>Karoshi<\/em><\/strong>) che a dicembre 2023 il governo di Tokyo ha stanziato 500&nbsp;milioni di yen per lanciare il primo <strong>Tinder pubblico<\/strong> a scopo matrimonio, un app di incontri dove un\u2019intelligenza artificiale fa lei il match perch\u00e9 le persone&nbsp;non sanno pi\u00f9 come si fa a stare insieme. Il comune di Tokyo non lo fa per romanticismo ma perch\u00e9 due anni fa in Giappone il numero dei morti ha doppiato il numero dei nati. E quando questa \u00e8 la proporzione, in pericolo non c\u2019\u00e8 solo l\u2019amore e l\u2019amicizia, ma la sopravvivenza stessa&nbsp; della societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi ho raccontato tutto questo perch\u00e9 \u00e8 quello a cui ho pensato quando ho visto i lavori di <strong>Carla Hiraldo Voleau<\/strong> che esplora le relazioni affettive dei ragazzi italiani, l\u2019evoluzione degli appuntamenti, l\u2019influenza dei social. Perch\u00e9 se vogliamo capire qualcosa di questa Generazione Zeta \u00e8\u00a0l\u00ec, dai\u00a0 rapporti e da che fine fanno in questa nostra epoca, che dobbiamo scavare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"687\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/01.-KHV_Fotografia-Europea_Giulia-687x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1453\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/01.-KHV_Fotografia-Europea_Giulia-687x1024.jpeg 687w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/01.-KHV_Fotografia-Europea_Giulia-201x300.jpeg 201w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/01.-KHV_Fotografia-Europea_Giulia-768x1144.jpeg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/01.-KHV_Fotografia-Europea_Giulia.jpeg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 687px) 100vw, 687px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Karla Hiraldo Voleau, Giulia, Venezia 2024.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Se leggete i giornali o guardate i servizi in tv \u2013 lo so perch\u00e9 \u00e8 il mio mestiere \u2013 vi sentirete dire solo dire dei dati. Ma i dati sono l\u2019epifenomeno. E basta.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 l\u2019arte,&nbsp; in questo caso <strong>la fotografia,&nbsp;<\/strong>come diceva <strong>Luigi Ghirri<\/strong> nelle sue lezioni ai ventenni di tanti anni fa \u2013&nbsp;che ci costringe <strong>a rallentare lo sguardo<\/strong> e a&nbsp;<strong>vedere quello che i dati non mostrano<\/strong>. Tutti noi ci concentriamo molto, soprattutto dal Covid&nbsp;come se tutto fosse iniziato in quel momento e non dieci anni prima, sul racconto di &nbsp;come sta questa Generazione Zeta. E come sta? Ve lo dico con grande precisione: sta male, come mai era successo prima. L\u2019Emilia Romagna, la sola regione in Italia a avere tutto lo storico degli accessi ai servizi neuropsichiatrici, ci dice che i disturbi d\u2019ansia sono triplicati, che i disturbi alimentari gravi sono il 270% in pi\u00f9 e cos\u00ec la depressione, la rabbia, l\u2019aggressivit\u00e0, gesti di autolesionismo, i tentativi di suicidio, i suicidi. Ragazzi che si tagliano le braccia da dover essere ingessati, che ingoiano farmaci trovati in casa, che si buttano dalla finestra. E hanno anche dieci, dodici anni, poco pi\u00f9 che bambini, l\u2019et\u00e0 in cui dovrebbero essere a girare con la bicicletta e gli amici e invece sono l\u00ec a pensare come morire. I numeri di questo dolore fanno paura, sono curve esponenziali che non hanno pari nella letteratura scientifica. Stiamo parlando di un milione \u2013 un milione e mezzo di ragazzi, il 20% della popolazione evolutiva da zero a 18 anni che vive un profondo disagio,&nbsp;che ha bisogno di servizi psichiatrici, servizi che non ci sono perch\u00e9 tutto questo \u00e8 scoppiato negli ultimi&nbsp; anni e non eravamo pronti. Non sapevamo neanche bene che psicofarmaci dargli perch\u00e9 quei farmaci li avevamo sempre dati ai grandi, non ai ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Avere 20 anni, il titolo di questo evento. Bisogna anche arrivarci a vent\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tutto questo, di nuovo, \u00e8 solo il sintomo, a me non basta. Vi ho detto dove stiamo andando guardando Giappone, cos\u00ec all\u2019avanguardia, anche nel male oscuro.&nbsp; Ma io l\u2019esigenza di capire anche perch\u00e9 siamo arrivati qua. In questi ultimi tempi si leggono tante spiegazioni, tutte valide, perch\u00e9 non ci sono risposte semplici a problemi complessi. La fine degli ideali, la perdita di autorevolezza della scuola, la fragilit\u00e0 di noi adulti, soprattutto di noi genitori. E\u2019 vero. Ma io credo che ci sia &nbsp;come una resistenza, una forma di rimozione collettiva da parte di tutti noi, giornalisti, studiosi, analisti a dire che &nbsp;cosa \u00e8 successo che ha cambiato il mondo negli ultimi 20 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 successo che \u00e8 entrato nella nostra vita un oggetto nuovo, lo smartphone, &nbsp;con &nbsp;tutto quello che ci passa dentro di molto pi\u00f9 stimolante e coinvolgente della vita l\u00e0 fuori. Facciamo fatica a dire che tutto parte da l\u00ec non solo perch\u00e9 glielo abbiamo messo in mano noi quell\u2019oggetto, ma perch\u00e9 siamo i primi a non volerne pi\u00f9 fare a meno e cos\u00ec ci raccontiamo che&nbsp;poi non \u00e8 tutto questo male, perch\u00e9 &#8220;la tecnologia dipende come la usi&#8221;, la frase feticcio della nostra epoca. Non pensiamo mai cosa significhi, per chi sta costruendo la sua identit\u00e0 e il suo senso di appartenenza, vivere giorno e notte dentro uno schermo:&nbsp;noi qualcosa nella vita reale, un qualche straccio di relazione, di interazione prima dell\u2019arrivo di Instagram ce l\u2019avevamo avuto, noi la nostra identit\u00e0 ce la siamo costruiti con i gruppetti del quartiere e gli amichetti della scuola non dentro una piattaforma con milioni di altri ragazzi e ragazze che hanno la nostra stessa fragilit\u00e0. In psicanalisi si chiama &#8220;rinforzo&#8221; e cos\u00ec una crepa diventa un baratro e quel momento di vulnerabilit\u00e0 diventa chi sei. E\u2019 cos\u00ec che funzionano i motori di raccomandazione, altrimenti detti algoritmi. Prendono un nostro momento di difficolt\u00e0, qualcosa che ci coinvolge emotivamente perch\u00e9 va a toccare punti sensibili (che ci <em>ingaggia<\/em>, con questa orribile traduzione di <em>engagement) <\/em>e lo moltiplicano all\u2019infinito fino a che il nostro mondo diventa solo quello.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221054-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1456\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221054-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221054-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221054-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221054-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/250426_FE25_ph_outThere_collective__T221054-2048x1366.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Federica Sasso, Intangibile, ph outThere_collective<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Un&nbsp; messaggio, due , cinque non ti fanno niente, dieci venti trenta iniziano a fare male. Mille ti uccidono.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 un po\u2019 il mondo che abbiamo inventato per la nostra generazione Zeta. Sarebbe arrivato il momento di fare qualcosa, anche se dobbiamo rinunciare alla nostra dose quotidiana di Tik Tok.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>Intervento introduttivo durante l&#8217;inaugurazione di <a href=\"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fotografia Europea 2025: &#8220;Avere vent&#8217;anni&#8221;<\/a><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kodokushi, letteralmente morte per solitudine. Il giapponese, che \u00e8 una lingua meticolosa, ha inventato una parola precisa per definire questa&nbsp;nuova categoria di&nbsp; decessi. 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