{"id":1490,"date":"2025-06-24T13:38:47","date_gmt":"2025-06-24T11:38:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/?p=1490"},"modified":"2026-06-13T15:51:32","modified_gmt":"2026-06-13T13:51:32","slug":"esperienze-artistiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/esperienze-artistiche\/","title":{"rendered":"Esperienze artistiche nei percorsi di capacitazione manageriale: benessere, consapevolezza e visione evolutiva delle organizzazioni"},"content":{"rendered":"\n<p>Nelle societ\u00e0 contemporanee si osserva un paradosso che numerosi studiosi della modernit\u00e0 hanno messo in evidenza: l\u2019espansione dell\u2019autonomia individuale, considerata una conquista fondamentale della civilt\u00e0 moderna, si accompagna a una crescente difficolt\u00e0 nel costruire forme di convivenza realmente dialogiche. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019individuo moderno \u00e8 pi\u00f9 libero, pi\u00f9 capace di giudizio autonomo e meno vincolato da tradizioni o autorit\u00e0 esterne, ma proprio questa emancipazione produce anche nuove forme di isolamento, di incomunicabilit\u00e0 e di frammentazione sociale. <\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista sociologico, questo fenomeno pu\u00f2 essere descritto come una tensione strutturale tra individualizzazione e socialit\u00e0. Autori come <strong>Georg Simmel<\/strong>, <strong>Max Weber<\/strong> o, pi\u00f9 tardi, <strong>J\u00fcrgen Habermas<\/strong> hanno mostrato come la modernit\u00e0 abbia progressivamente trasferito il baricentro dell\u2019esperienza umana dall\u2019ordine comunitario a quello della <strong>soggettivit\u00e0 riflessiva<\/strong>. Il soggetto moderno non riceve pi\u00f9 i propri orientamenti dall\u2019esterno: \u00e8 chiamato a produrli autonomamente attraverso il pensiero, la decisione e l\u2019azione. Questa trasformazione ha conseguenze profonde sul modo in cui gli individui pensano, sentono e agiscono in relazione agli altri. Sul piano cognitivo, il pensiero moderno tende a svilupparsi soprattutto come attivit\u00e0 autogenerata. L\u2019individuo si riconosce nel proprio giudizio, nella propria interpretazione dei fatti, nella propria capacit\u00e0 critica. Ma proprio questa centralit\u00e0 dell\u2019autoproduzione del pensiero rende pi\u00f9 difficile l\u2019ascolto autentico dell\u2019altro. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando un interlocutore espone un\u2019idea, l\u2019ascoltatore non \u00e8 automaticamente coinvolto in un processo creativo analogo a quello che attiverebbe producendo egli stesso il pensiero. Ne deriva spesso una forma di <strong>passivit\u00e0 mentale<\/strong>: l\u2019ascolto pu\u00f2 scivolare verso una ricezione superficiale, oppure trasformarsi rapidamente in reazione polemica o difensiva. Il dialogo diventa allora una sequenza di posizioni affermate pi\u00f9 che uno spazio di elaborazione comune. <\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019analoga ambivalenza si manifesta nella sfera emotiva. La progressiva dissoluzione delle cornici simboliche tradizionali \u2014 rituali condivisi, narrazioni collettive, codici affettivi stabilizzati \u2014 ha ampliato la libert\u00e0 individuale anche nel campo del sentire. Tuttavia, questa libert\u00e0 comporta una maggiore <strong>instabilit\u00e0 delle dinamiche emotive<\/strong>. Il sentire sociale oscilla cos\u00ec tra due poli: da un lato l\u2019indifferenza, ovvero la difficolt\u00e0 a entrare realmente in risonanza con l\u2019esperienza altrui; dall\u2019altro la reattivit\u00e0 immediata, spesso polarizzata, in cui le emozioni diventano strumenti di identificazione o di conflitto. In entrambi i casi viene meno quella qualit\u00e0 intermedia che potremmo definire empatia riflessiva: la capacit\u00e0 di percepire l\u2019altro senza annullare la propria autonomia. <\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano dell\u2019azione, infine, la modernit\u00e0 accentua <strong>l\u2019orientamento individuale del volere<\/strong>. Le istituzioni economiche e organizzative valorizzano iniziativa, responsabilit\u00e0 personale e competizione. Questo dinamismo ha favorito enormi sviluppi produttivi e tecnologici, ma ha anche introdotto nuove tensioni all\u2019interno delle strutture collettive. In molti contesti lavorativi il coordinamento tra volont\u00e0 individuali e scopi comuni non avviene pi\u00f9 spontaneamente; deve essere costruito attraverso procedure, regolamenti e sistemi di controllo. Il rischio \u00e8 che l\u2019azione si riduca a esecuzione funzionale, mentre il senso condiviso dell\u2019attivit\u00e0 rimane fragile o intermittente. Il risultato complessivo di queste dinamiche \u00e8 una configurazione culturale in cui l\u2019aspirazione alla cooperazione convive con potenti tendenze centrifughe. <\/p>\n\n\n\n<p>Le organizzazioni contemporanee \u2014 imprese, istituzioni pubbliche, enti di ricerca \u2014 rappresentano uno dei luoghi in cui tale tensione appare con maggiore evidenza. Esse richiedono livelli elevati di coordinamento cognitivo, emotivo e operativo, ma sono composte da individui sempre pi\u00f9 autonomi, portatori di visioni e interessi differenziati. In questo quadro si comprende perch\u00e9 negli ultimi decenni sia cresciuto l\u2019interesse, anche in ambito accademico, per il ruolo delle pratiche artistiche nei contesti organizzativi. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019arte possiede infatti una caratteristica peculiare: coinvolge simultaneamente le dimensioni del pensare, del sentire e del volere, creando situazioni in cui queste facolt\u00e0 non operano separatamente ma in modo integrato. Dal punto di vista cognitivo, l\u2019esperienza estetica attiva forme di pensiero non puramente strumentali. L\u2019interpretazione di un\u2019opera o la partecipazione a un processo creativo richiedono immaginazione, sospensione del giudizio immediato e disponibilit\u00e0 a esplorare significati plurimi. In questo senso l\u2019arte pu\u00f2 funzionare come un esercizio di pensiero dialogico: chi osserva o crea \u00e8 invitato a entrare in un processo interpretativo che non si esaurisce nella propria posizione iniziale. Sul piano emotivo, le esperienze artistiche condivise favoriscono processi di risonanza. La percezione di una forma, di un colore, di un ritmo o di una composizione suscita reazioni che non appartengono esclusivamente alla sfera privata ma possono essere riconosciute e condivise da altri. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo spazio intermedio tra soggettivit\u00e0 e comunicazione rappresenta una risorsa preziosa per la costruzione di relazioni sociali meno difensive. Anche la dimensione del volere trova nell\u2019attivit\u00e0 artistica una particolare modalit\u00e0 di espressione. Ogni processo creativo richiede attenzione, perseveranza, coordinazione dei gesti e capacit\u00e0 di integrare intenzione e risultato. Quando tali processi sono vissuti collettivamente, diventano occasioni di apprendimento implicito della cooperazione: ciascun partecipante deve modulare il proprio contributo in relazione a quello degli altri. <\/p>\n\n\n\n<p>Tra le diverse forme artistiche, le arti plastico-visive praticate \u2014 in particolare pittura e scultura \u2014 possiedono un valore specifico in questa prospettiva. Esse introducono nel processo creativo una dimensione di concretezza materiale che favorisce la concentrazione e la presenza. Il confronto con la materia, con la forma e con il colore richiede un\u2019attenzione prolungata che sospende temporaneamente il flusso abituale delle opinioni e delle reazioni immediate. Nella pittura, l\u2019emergere progressivo dell\u2019immagine obbliga a un dialogo continuo tra intenzione e percezione: ci\u00f2 che si immaginava inizialmente deve essere riconsiderato alla luce di ci\u00f2 che appare sulla superficie. Nella scultura, il rapporto con il volume e con la resistenza del materiale introduce un\u2019esperienza ancora pi\u00f9 evidente di trasformazione reciproca tra soggetto e oggetto. Quando queste pratiche sono condivise all\u2019interno di gruppi o contesti organizzativi, esse possono generare un tipo di esperienza rara nella vita professionale ordinaria: uno spazio in cui individui differenti partecipano a un processo di formazione della forma senza che la comunicazione avvenga esclusivamente attraverso argomentazioni o ruoli gerarchici. <\/p>\n\n\n\n<p>A questo primo livello pu\u00f2 essere affiancato un ulteriore dispositivo di grande rilevanza per la capacitazione sociale: la messa in comune incarnata delle esperienze attraverso pratiche performative partecipative, come il <strong>Social Presencing Theater<\/strong> sviluppato nell\u2019ambito della ricerca di <strong>Otto Scharmer<\/strong>. In questo approccio, il corpo diventa medium di conoscenza e di relazione: i partecipanti non si limitano a descrivere o interpretare verbalmente le proprie esperienze, ma le rendono percepibili nello spazio attraverso posture, movimenti e configurazioni collettive. Applicato in continuit\u00e0 con attivit\u00e0 di pittura o scultura, questo metodo consente di compiere un passaggio ulteriore: le forme emerse nel lavoro plastico-visivo \u2014 tensioni, equilibri, vuoti, relazioni tra parti \u2014 vengono trasposte in configurazioni corporee condivise. Il gruppo \u201cmette in scena\u201d non una narrazione, ma una struttura percettiva: ci\u00f2 che era stato vissuto individualmente nella relazione con la materia diventa una forma sociale visibile e dinamica. Il valore di questo passaggio risiede nella possibilit\u00e0 di accedere a una conoscenza pre-discorsiva delle dinamiche collettive. Le configurazioni corporee permettono di cogliere immediatamente elementi spesso difficili da articolare concettualmente: relazioni di prossimit\u00e0 o distanza, centri di gravit\u00e0 impliciti, blocchi o flussi nell\u2019azione comune. Il gruppo pu\u00f2 cos\u00ec osservare se stesso non solo attraverso categorie analitiche, ma come campo di relazioni in atto. Inoltre, la dimensione del \u201cpresencing\u201d \u2014 intesa come attenzione condivisa al momento emergente \u2014 introduce una qualit\u00e0 di ascolto che integra pensiero, percezione e azione. I partecipanti sono chiamati a sospendere schemi interpretativi abituali e a lasciar emergere configurazioni nuove, pi\u00f9 aderenti alla realt\u00e0 vissuta del gruppo. In questo senso, l\u2019integrazione tra arti plastico-visive e pratiche performative partecipative configura un percorso coerente: la prima fase radica l\u2019esperienza nella relazione con la forma e la materia; la seconda la rende esplicita e condivisibile attraverso il corpo e lo spazio. Ne risulta un processo di apprendimento sociale in cui immaginazione, percezione e azione collettiva si articolano in modo continuo. In un\u2019epoca segnata da una forte individualizzazione, tali dispositivi offrono alle organizzazioni la possibilit\u00e0 di sperimentare forme di cooperazione pi\u00f9 consapevoli e profonde. L\u2019arte, in questa prospettiva, non \u00e8 semplicemente un complemento della vita lavorativa, ma un\u2019infrastruttura culturale capace di riattivare le condizioni elementari della socialit\u00e0: l\u2019attenzione reciproca, la risonanza sensibile e la costruzione condivisa dell\u2019agire.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una proposta concreta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli attuali scenari organizzativi, caratterizzati da incertezza sistemica, volatilit\u00e0 e crescente complessit\u00e0, fioriscono proposte orientate a una revisione critica dei tradizionali modelli di formazione manageriale e gestione delle organizzazioni. L\u2019enfasi posta storicamente sull\u2019efficienza tecnica e sul controllo strategico si dimostra sempre pi\u00f9 inadeguata per affrontare problemi emergenti che richiedono <strong>sensibilit\u00e0 sistemica<\/strong>, <strong>intelligenza emotiva<\/strong> e <strong>capacit\u00e0 generativa<\/strong>. In questo contesto, l\u2019introduzione di pratiche artistiche nei percorsi formativi rappresenta un\u2019opzione formativa feconda, capace di incidere tanto sul piano individuale quanto su quello culturale e organizzativo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019arte come strumento trasformativo per la leadership<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Le pratiche artistiche \u2013 intese in senso ampio come modalit\u00e0 espressive che coinvolgono corpo, emozione, immaginazione e riflessione simbolica \u2013 offrono uno spazio alternativo rispetto alle logiche standardizzate dell\u2019apprendimento professionale. Finalmente distanti da qualsiasi riduzione ornamentale o estetica, tali pratiche costituiscono un <strong>dispositivo trasformativo<\/strong>, in grado di attivare processi di consapevolezza e crescita personale.<\/p>\n\n\n\n<p>La partecipazione attiva a percorsi espositivi e laboratoriali (pittura, plastica, canto corale, danza soprattutto) stimola nei partecipanti una pluralit\u00e0 di competenze \u201csoft\u201d sempre pi\u00f9 centrali nella leadership contemporanea. In particolare, queste esperienze <strong>attivano il pensiero laterale<\/strong>, ampliando il repertorio di risposte possibili di fronte a situazioni complesse e ambigue, e incoraggiando un atteggiamento esplorativo e non reattivo; <strong>potenziano l\u2019ascolto empatico e la sensibilit\u00e0 relazionale<\/strong>, facilitando l\u2019instaurarsi di dinamiche comunicative autentiche e meno difensive; <strong>coltivano la presenza e la riflessivit\u00e0<\/strong>, promuovendo un atteggiamento metacognitivo che consente al leader di osservare i propri schemi decisionali e di comportamento, sospendendo il giudizio automatico.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apprendimento artistico non si limita dunque alla sfera cognitiva, ma coinvolge l\u2019identit\u00e0 personale nella sua totalit\u00e0, attivando una forma di apprendimento esperienziale profondo. La leadership che ne scaturisce non si fonda sull\u2019autorit\u00e0 formale, bens\u00ec su una qualit\u00e0 di presenza che si nutre di <strong>autenticit\u00e0<\/strong>, <strong>apertura<\/strong> e <strong>capacit\u00e0 di visione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.linkedin.com\/embed\/feed\/update\/urn:li:ugcPost:7178304272772513793?compact=1\" height=\"399\" width=\"504\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"\" title=\"Post incorporato\"><\/iframe>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019arte e la promozione del benessere organizzativo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La relazione tra arte e benessere nei contesti lavorativi \u00e8 oggetto di crescente interesse nella letteratura scientifica. Diverse ricerche mostrano come l\u2019integrazione di pratiche artistiche nei luoghi di lavoro (meglio ancora se attivate in contesti &#8220;neutrali&#8221;, come una galleria o un museo) generi effetti positivi significativi sulla salute psicofisica dei dipendenti e sulla qualit\u00e0 delle relazioni professionali. L\u2019esperienza artistica <strong>riduce lo stress e la tensione emotiva<\/strong>, offrendo uno spazio sicuro e non giudicante in cui \u00e8 possibile esplorare vissuti spesso repressi nella routine lavorativa. Le attivit\u00e0 creative attivano il sistema parasimpatico, producendo effetti neurofisiologici rilassanti e aumentando il <strong>senso di autoefficacia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019arte, inoltre, contribuisce a <strong>rafforzare il senso di appartenenza e coesione all\u2019interno dei gruppi<\/strong>. Lavorare insieme alla creazione di un\u2019opera o alla messa in scena di una performance implica il superamento delle gerarchie formali, favorendo la collaborazione orizzontale e l\u2019emersione di nuove narrative identitarie collettive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, le pratiche artistiche <strong>stimolano la motivazione intrinseca<\/strong>, offrendo occasioni di espressione personale e creativit\u00e0 che spesso risultano assenti nei ruoli lavorativi rigidamente codificati. L\u2019arte diviene cos\u00ec uno spazio generativo in cui i lavoratori possono esplorare nuove possibilit\u00e0 di s\u00e9, contribuendo a ridurre fenomeni di burnout, calo della motivazione e alienazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1536\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/arte-benessere2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1499\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/arte-benessere2.jpg 2048w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/arte-benessere2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/arte-benessere2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/arte-benessere2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/arte-benessere2-1536x1152.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La visione Teal: organizzazioni come organismi viventi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La Fondazione Palazzo Magnani ha da tempo intrapreso il percorso organizzativo ispirato al <a href=\"https:\/\/www.strategy-business.com\/article\/00344\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.strategy-business.com\/article\/00344\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">modello \u201cTeal\u201d<\/a>, come proposto da <strong>Frederic Laloux<\/strong> con <em>Reinventing Organizations<\/em>, incardinato su tre pilastri: <strong>senso evolutivo<\/strong>, <strong>pienezza<\/strong> e <strong>autogestione<\/strong>. Questo modello rappresenta una cornice interpretativa particolarmente adatta per comprendere il valore sistemico delle pratiche artistiche in azienda. Nella logica Teal, le organizzazioni non sono pi\u00f9 viste come macchine da ottimizzare, ma come <strong>organismi viventi<\/strong> dotati di una propria direzione evolutiva, che i membri sono chiamati ad ascoltare e accompagnare. In questo orizzonte l\u2019arte diviene una <strong>pratica di connessione col senso evolutivo<\/strong>, poich\u00e9 abitua a cogliere i segnali deboli, le forme emergenti e le risonanze profonde che sfuggono all\u2019analisi razionale; le attivit\u00e0 artistiche favoriscono la <strong>pienezza<\/strong>, incoraggiando i membri dell\u2019organizzazione a portare al lavoro non solo le proprie competenze tecniche, ma anche la propria sensibilit\u00e0, corporeit\u00e0, dimensione emotiva e spirituale; i dispositivi artistici, basati su dinamiche partecipative, offrono <strong>modelli di autogestione e co-creazione<\/strong>, sviluppando fiducia reciproca e distribuzione della responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1243\" height=\"685\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/LivelliDellaCoscienza.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1493\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/LivelliDellaCoscienza.png 1243w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/LivelliDellaCoscienza-300x165.png 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/LivelliDellaCoscienza-1024x564.png 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/LivelliDellaCoscienza-768x423.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1243px) 100vw, 1243px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Evoluzione dei livelli di coscienza e relativo modello organizzativo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Prospettive<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019integrazione dell\u2019esperienza artistica nei percorsi di capacitazione manageriale rappresenta oggi una frontiera particolarmente stimolante per il ripensamento del ruolo della leadership e della cultura organizzativa. Essa consente di riunire ci\u00f2 che la modernit\u00e0 ha frammentato: ragione e intuizione, individuo e collettivo, azione e contemplazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali percorsi aprono spazi di rinnovamento che vanno ben oltre la formazione funzionale, configurandosi come <strong>esperienze di trasformazione personale e collettiva<\/strong>, in cui l\u2019impresa pu\u00f2 divenire un luogo di crescita integrale per i suoi membri. Le prospettive future di ricerca potrebbero orientarsi verso la sistematizzazione delle pratiche artistiche nei contesti formativi aziendali; lo studio longitudinale degli effetti sul benessere, sulla cultura interna e sulla performance complessiva; l\u2019elaborazione di modelli teorici che integrino arte, psicologia organizzativa e approcci sistemici evolutivi.<\/p>\n\n\n\n<p>La Fondazione Palazzo Magnani &#8211; da ormai due anni &#8211; propone alle aziende partner percorsi di arte e benessere organizzativo, definendo obiettivi e co-progettando esperienze in mostra per offrire ai partecipanti e ai manager strumenti nuovi e approcci inediti per costruire organizzazioni capaci di apprendere, relazionarsi e generare senso in un mondo complesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019arte \u2013 con il suo linguaggio profondo e universale \u2013 si rivela, dunque, non un lusso, ma una vera e propria risorsa strategica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle societ\u00e0 contemporanee si osserva un paradosso che numerosi studiosi della modernit\u00e0 hanno messo in evidenza: l\u2019espansione dell\u2019autonomia individuale, considerata una conquista fondamentale della civilt\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1498,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[55,54],"class_list":["post-1490","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-crescere","tag-benessere-organizzativo","tag-teal"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1490","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1490"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1490\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1606,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1490\/revisions\/1606"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1498"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}