{"id":1587,"date":"2026-05-05T18:15:40","date_gmt":"2026-05-05T16:15:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/?p=1587"},"modified":"2026-05-05T18:15:40","modified_gmt":"2026-05-05T16:15:40","slug":"il-frammento-e-lintero-arte-e-coscienza-in-p-florenskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/il-frammento-e-lintero-arte-e-coscienza-in-p-florenskij\/","title":{"rendered":"Il frammento e l\u2019intero: arte e coscienza in P. Florenskij"},"content":{"rendered":"\n<p>In una lettera del 3 aprile 1936 dal gulag (isole Solovki), Pavel Florenskij, allora impegnato in ricerche e sperimentazioni sulla fisica del gelo e sull\u2019utilizzo delle alghe, trasmetteva al figlio Kirill un breve testamento scientifico (1), nel quale sottolineava la fondamentale importanza di una corretta comprensione dello spazio e del tempo, anzi, dello spazio-tempo, dal momento che questi non possono mai essere separati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"887\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/florenskij-01-1-1024x887.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1594\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/florenskij-01-1-1024x887.jpeg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/florenskij-01-1-300x260.jpeg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/florenskij-01-1-768x666.jpeg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/florenskij-01-1.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nella sua visione, lo spazio-tempo non pu\u00f2 essere considerato alla stregua di un astratto concetto d\u2019ordine (come fanno i razionalisti), e neppure pu\u00f2 essere ridotto all\u2019esperienza psicologica o alla sensazione (come fanno gli empiristi). In entrambi i casi, si vorrebbe spiegare lo spazio-tempo con elementi a-spaziali e a-temporali. Ma la sua realt\u00e0 poggia su s\u00e9 stessa, non pu\u00f2 essere derivata da altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spazio-tempo \u00e8 per Florenskij <strong><em>la<\/em><\/strong> realt\u00e0 che sta alla base, innanzitutto, del mondo dei fenomeni naturali. Ogni fenomeno, che sia una reazione chimica, un processo energetico di dissipazione, una crescita, un movimento ecc., ha un proprio spazio-tempo, e quello che pi\u00f9 importa \u00e8 che questo specifico spazio-tempo ha di volta in volta la sua <strong><em>forma<\/em><\/strong>, ossia la sua <strong><em>curvatura<\/em><\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 significa che quanto pi\u00f9 veloce \u00e8 un fenomeno, tanto pi\u00f9 grande \u00e8 la <em>curvatura <\/em>del<em> tempo<\/em>, ossia la curvatura della superficie spazio-temporale su cui avviene il fenomeno stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Spazio e tempo costituiscono un\u2019unica realt\u00e0, e questa realt\u00e0 \u00e8 una <em>superficie<\/em> che ha <em>quattro dimensioni<\/em>, tre spaziali e una temporale, con una forma (curvatura) che pu\u00f2 variare da fenomeno a fenomeno, da punto a punto, da momento a momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa concezione fondamentale consegue con coerenza la maggior parte delle visioni e delle teorie che Florenskij ha concepito in ambito di scienza, tecnica, psicologia, etica e arte.<\/p>\n\n\n\n<p>Una di queste \u00e8 la critica che egli rivolge alla concezione di uno spazio inerte e amorfo, mero contenitore di oggetti privi della loro estensione temporale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 vero che si accetta abbastanza facilmente l\u2019idea generale dell\u2019astrattezza degli oggetti senza tempo\u201d dice Florenskij nelle sue lezioni sullo spazio e tempo nell\u2019arte (2), lamentando che \u201cessa non incontra opposizione poich\u00e9 non viene soppesato a sufficienza il significato <em>concreto<\/em> di considerazioni di questo tipo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Singole percezioni di oggetti che hanno breve durata, ossia uno spessore temporale tanto piccolo da scomparire, \u201cnon corrispondono affatto all\u2019immagine autentica dell\u2019oggetto, allo stesso modo in cui le sezioni trasversali di un tronco non danno affatto l\u2019immagine dell\u2019albero nel suo complesso\u201d. Si potrebbe obiettare che \u201cin base a sottili pezzi sezionati di un dato oggetto ci si pu\u00f2 immaginare la figura dell\u2019oggetto stesso, ma \u00e8 necessaria la presenza nella coscienza della terza dimensione.\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa ricomposizione \u00e8 difficoltosa, occorre possedere una coscienza spaziale sviluppata, ossia conoscere la terza dimensione e la legge unificatrice che consente di integrare i frammenti in immagine unitaria. In assenza di ci\u00f2, ogni pezzettino rester\u00e0 sconnesso nella nostra rappresentazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 proprio cos\u00ec che qualsiasi immagine concreta del reale si disgrega, nella maggioranza delle persone, in piccoli frammenti tagliati perpendicolarmente al tempo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Questi frammenti non consentono alcun passaggio diretto dall&#8217;immagine della sezione di un oggetto all\u2019immagine dell\u2019oggetto intero. Lo stesso si deve ripetere per quanto riguarda le sezioni di tempo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Florenskij osserva che anche una sezione del tronco d\u2019albero non \u00e8 in verit\u00e0 un\u2019immagine bidimensionale, in quanto le irregolarit\u00e0 e le trasparenze della superficie lasciano intravedere la profondit\u00e0, o terza dimensione, anche se in maniera tanto debole da farcela considerare trascurabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Del tutto analogamente &#8211; ed \u00e8 questo che pi\u00f9 importa &#8211; <strong>ciascun oggetto della nostra consueta esperienza spaziale<\/strong>, anche se ci appare collocato nella mera spazialit\u00e0 delle tre dimensioni, porta in s\u00e9 le tracce della sua vera natura quadri-dimensionale, ossia <strong>possiede uno <\/strong><strong><em>spessore temporale<\/em><\/strong>. Si tratta di un\u2019estensione \u201cistantanea\u201d nel tempo che ogni oggetto possiede, e che denota la sua vera natura, in quanto partecipe della realt\u00e0 dello spazio-tempo, secondo una sua intrinseca e irriducibile forma.<\/p>\n\n\n\n<p>E come \u201coggetti\u201d non dobbiamo pensare solo a cose e fenomeni della natura fisica, e neppure a entit\u00e0 necessariamente corporee o sensibili. Per attenerci agli esempi di Florenskij stesso, sono da intendersi come \u201coggetti spazio-temporali\u201d non solo un bosco, una specie organica (la sua filogenesi), ma anche una stirpe, un popolo, una biografia.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di \u201coggetti\u201d di cui, nella prassi corrente, percepiamo perlopi\u00f9 solo dei frammenti, delle <em>sezioni<\/em> rigide, morte, astratte.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Florenskij, ogni attivit\u00e0 umana, che sia tecnica, scientifica, sociale, culturale o spirituale, consiste in ultima analisi nella organizzazione di un determinato <em>spazio<\/em>, che naturalmente dobbiamo intendere come uno <em>spazio-tempo<\/em>, o anche, pi\u00f9 precisamente, come una <em>superficie spazio-temporale<\/em> dotata di una specifica forma.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono pertanto uno spazio della scienza, uno spazio della tecnica, uno spazio dell\u2019esperienza percettiva e di quella psichica, uno spazio della moralit\u00e0, e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/spazio-e-tempo-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1592\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/spazio-e-tempo-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/spazio-e-tempo-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/spazio-e-tempo-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/spazio-e-tempo.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Vi \u00e8 naturalmente anche uno spazio dell\u2019arte, e di questo Florenskij si \u00e8 occupato con particolare impegno e dedizione in differenti periodi della sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a uno scenario spazio-temporale che, come abbiamo visto, \u00e8 dotato di una sua specifica forma, cangiante da punto a punto e da momento a momento, e di cui la pura percezione istantanea ci d\u00e0 solo frammenti astratti e sconnessi, si pone come rilevante il problema di guadagnarsi la legge costitutiva, il principio formale intrinseco secondo cui i frammenti possano essere composti e integrati per costituire il loro momento unitario: l\u2019intero e il suo significato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta del problema cardinale dell\u2019idealismo classico, di origine platonica, il problema del molteplice e dell\u2019uno.<\/p>\n\n\n\n<p>I principi generali secondo cui si costituisce il momento unitario dell\u2019esperienza artistica e del suo significato sono i medesimi che governano la nostra esperienza di un fenomeno fisico, o di un bosco, o di una biografia. Ma lo spazio-tempo dell\u2019arte ha anche le sue leggi e forme specifiche. Qui si ha a che fare con un quadro, un\u2019architettura, una sinfonia, un dramma, un poema.<\/p>\n\n\n\n<p>Le considerazioni, a questo punto, si spostano sul luogo e sulle modalit\u00e0 secondo cui il principio formale unitario si costituisce, cos\u00ec da operare la sintesi del molteplice nell\u2019uno. E questo luogo \u00e8 la coscienza.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cL\u2019attivit\u00e0 della coscienza \u00e8 riconosciuta da tempo come condizione della sintesi temporale e di quella spaziale, sia dal punto di vista scientifico che dell\u2019opinione comune. E quanto pi\u00f9 \u00e8 capace di attivit\u00e0, tanto pi\u00f9 profondamente e con ampiezza essa realizza questa sintesi. La vastit\u00e0 pu\u00f2 essere ampia quanto si voglia, lunghi quanto si voglia i periodi di tempo e le estensioni spaziali; ugualmente profonda sar\u00e0 la concentrazione temporale, tanto profonda da riunificare in <em>un solo<\/em> oggetto pensieri e percezioni. L\u2019attivit\u00e0 artistica lavora proprio su questa concentrazione spazio-temporale, a causa della quale le impressioni, fuggevoli e disperse sul volto della terra e nel volgersi degli anni, acquisiscono, attraverso l\u2019arte, il peso di lingotti preziosi.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Come si costituisce, ad esempio, il momento unitario nello spazio-tempo nell\u2019opera d\u2019arte musicale? Florenskij indica l\u2019esempio della musica di Mozart, che al primo ascolto appare come una sequenza di frammenti privi di connessioni, come un quadro visto attraverso una fessura che si muove attraverso le sue parti, per poi, dopo pi\u00f9 ascolti, riunificarsi in un istante, come un\u2019illuminazione. Al contrario, con la musica di Beethoven \u201cquesto avviene gradualmente e ogni volta rinnova le connessioni del tutto. Con Mozart invece la comprensione del tutto avviene all\u2019improvviso: dopo essersi sparpagliata, la forma musicale si fa avanti di colpo. Beethoven sviluppa delle radici nella coscienza, mentre Mozart si rivela d\u2019improvviso, come una cima nevosa quando si dissipa la nebbia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Quando nella coscienza si costituisce questa unit\u00e0 esperienziale, \u201cla musica cessa di essere soltanto nel tempo, ma si solleva <em>al di sopra<\/em> del tempo: i suoni non appaiono pi\u00f9 in successione, ma simultanei, senza per\u00f2 perdere il loro ordine&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cIn un ascolto attivo il tempo dell\u2019opera musicale viene superato, e l\u2019opera si trova nella nostra anima come qualcosa di unitario, istantaneo e insieme eterno, come un istante eterno, seppure organizzato, e anzi un istante eterno proprio perch\u00e9 organizzato. Questo \u00e8 un unico punto, un\u2019unica monade.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Un processo del tutto analogo avviene nell\u2019esperienza dell\u2019opera d\u2019arte figurativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella rappresentazione artistica in generale, la resa del <em>tempo<\/em>, ossia l\u2019organizzazione del suo <em>tempo interno<\/em>, \u00e8 necessariamente connessa con il suo dispiegarsi all\u2019osservatore secondo una determinata successione. Come per la comprensione di un qualsiasi decorso temporale, cos\u00ec per la comprensione estetica del tempo interno dell\u2019opera d\u2019arte occorre che dalla sintesi prodotta dalla coscienza temporale emerga la sua <em>legge unificante<\/em>, la sua <em>forma<\/em>, il suo <em>senso temporale<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cL\u2019obbligo estetico si oppone qui all\u2019arbitrio psicologico. L\u2019opera figurativa \u00e8 accessibile al mio esame, naturalmente, da qualsiasi punto e cominciando da un ordine qualsiasi. Ma se mi avvicino ad essa come a qualcosa di artistico, allora istintivamente, involontariamente, ricerco dapprima ci\u00f2 da cui bisogna cominciare, poi ci\u00f2 che viene dopo, e seguendo inconsciamente lo schema che la guida, la sistemo secondo un ritmo interiore. Infatti le opere d\u2019arte figurativa in genere non diventano per noi artistiche fino a che non sono lette e realizzate nel tempo.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>La resa dell\u2019opera d\u2019arte non pu\u00f2 dunque prescindere dall&#8217;attivit\u00e0 del fruitore. Solo in questo scambio pu\u00f2 costituirsi l\u2019esperienza estetica. Il momento \u201cmonadico\u201d, ossia il rivelarsi del senso unitario dell\u2019opera in un unico \u201cistante eterno organizzato\u201d, corrisponde alla massima intensit\u00e0 della sintesi coscienziale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza dell\u2019opera d\u2019arte chiama a realizzare, nella sua massima concentrazione, la medesima attivit\u00e0 interiore che, in modo pi\u00f9 dispersivo, viene richiesta anche per la comprensione di tutti gli altri ambiti esperienziali della vita e del mondo. Nell\u2019opera d\u2019arte, infatti, l\u2019idea dell\u2019autore ha gi\u00e0 plasmato, in modo organico e necessario, tutti gli elementi che devono essere reintegrati affinch\u00e9 i frammenti si facciano unit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza \u201cmonadica\u201d pu\u00f2 essere vista come l\u2019estremo opposto della frammentazione della vita coscienziale corrente. A questo proposito, il messaggio di Florenskij \u00e8 molto diretto e accorato, e, ancorch\u00e9 espresso un secolo fa, ci appare del tutto attuale e urgente.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u201cIl tempo, attraverso l\u2019attivit\u00e0 della coscienza si struttura, mentre attraverso la passivit\u00e0, al contrario, si disgrega. Disgregandosi, produce parti singole, autosufficienti, ciascuna delle quali aderisce all\u2019altra soltanto esternamente, dalla cui percezione separata non si pu\u00f2 presentire che cosa ci dir\u00e0 l\u2019altra. Questa \u00e8 precisamente la coscienza quotidiana della maggioranza, persino in rapporto alla propria vita, la quale si disgrega in singoli frammenti che si succedono l\u2019un l\u2019altro soltanto per contiguit\u00e0, ma che non derivano da una sola integra unit\u00e0 temporale tutta la loro biografia, biografia che dispieghi la variet\u00e0 interiore e il ritmo della personalit\u00e0. Una coscienza indebolita dal caos cittadino si abitua a una passivit\u00e0 ancora maggiore e afferra soltanto frammenti di tempo non grandi, compresi tra uno stimolo e l\u2019altro. Allora la coscienza non ha pi\u00f9 un punto di appoggio per confrontare un\u2019impressione con l\u2019altra, cio\u00e8 non ha terreno per il pensiero. Infine, durante una completa inattivit\u00e0, si interrompe totalmente la sintesi del tempo, e insieme a essa si spegne la stessa coscienza temporale. Allora l\u2019uomo, come una cosa in mezzo alle cose del mondo, viene trasportato insieme alle altre sulla superficie del fiume del tempo.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Se la nostra societ\u00e0 dell\u2019informazione, della velocit\u00e0, degli stimoli e della distrazione sembra spingerci oggi ancora di pi\u00f9 verso questo scenario apocalittico, a maggior ragione emerge l\u2019importanza di coltivare la cura e la quiete interiore per \u201cristrutturare il tempo attraverso l\u2019attivit\u00e0 della coscienza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza estetica \u00e8 certamente, in questo senso, un momento privilegiato, e lo sguardo di Florenskij pare indicarci una concreta possibilit\u00e0 di \u201cimmersione\u201d, con nuova consapevolezza, nello spazio e nel tempo dell\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p>Note<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>P. Florenskij, <em>Non dimenticatemi<\/em>, Mondadori, Milano 2013<\/li>\n\n\n\n<li>Tutte le citazioni, da qui in poi, sono tratte da: P. Florenskij, <em>Lo spazio e il tempo nell\u2019arte<\/em>, Adephi, Milano 1995<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una lettera del 3 aprile 1936 dal gulag (isole Solovki), Pavel Florenskij, allora impegnato in ricerche e sperimentazioni sulla fisica del gelo e sull\u2019utilizzo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":1594,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53,19],"tags":[],"class_list":["post-1587","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-anemorfosi","category-vedere"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1587","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1587"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1587\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1590,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1587\/revisions\/1590"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}