{"id":1608,"date":"2026-08-29T10:28:01","date_gmt":"2026-08-29T08:28:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/?p=1608"},"modified":"2026-08-31T13:26:01","modified_gmt":"2026-08-31T11:26:01","slug":"monochromatic-light-reinstatement","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/monochromatic-light-reinstatement\/","title":{"rendered":"Monochromatic light: reinstatement"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Necessaria \u00e8 quella forma che sa parlare all\u2019anima <br>e sa raggiungere l\u2019anima delle cose.<br>La necessit\u00e0 coincide allora con l\u2019efficacia espressiva,<br>nel duplice senso di una capacit\u00e0 di comunicare con l\u2019interiorit\u00e0<br>e di comunicare l\u2019interiorit\u00e0.<br>(Elena Pontiggia, <em>\u201cWassily Kandinsky &#8211; Lo spirituale nell\u2019arte\u201d<\/em>, 1989)<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/01-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1610\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/01-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/01-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/01.jpg 1416w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">\u201cMonochromatic light: reinstatement\u201d Chiesa dei SS Carlo e Agata, Reggio Emilia <br>(fotografia Sara Fabbiani)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Per quali vie il manufatto architettonico possa farsi sacro ponte e tramite di forme espressive e linguaggi del contemporaneo \u00e8 stato tra i principi ispiratori della mostra \u201c<em>Monochromatic light: reinstatement<\/em>\u201d con opere di Anne Appleby, Lawrence Carroll, Timothy Litzmann, Winston Roeth, David Simpson, Phil Sims, Ettore Spalletti allestita nella Chiesa dei SS Carlo e Agata di Reggio Emilia&nbsp; (7 novembre &#8211; 7 dicembre 2025), seguita dal concerto del 6 dicembre a cura del Conservatorio di Reggio Emilia e Castelnovo Monti \u201cAchille Peri-Claudio Merulo\u201d ed anche da quello interpretato il 28 gennaio 2026 dal trio composto da Daniele Nasi, Giancarlo Patris e Giacomo Santini. L\u2019espressione musicale oltre alle opere pittoriche, intesa quindi quale necessaria metafora utile a restituire \u2013 con diverso linguaggio &#8211; il senso di un flusso senza fine, di una pulsazione e di un ciclo inesorabili in cui solo la luce pare essere orientamento.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/02-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1616\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/02-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/02-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/02-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/02.jpg 1414w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Phil Sims, \u201cUntitled\u201d (Cat.#190), 1994, Chiesa dei SS Carlo e Agata, Reggio Emilia <br>(fotografia Sara Fabbiani)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>ll progetto di integrare con nuove opere le antiche, originali cornici della Chiesa dei SS Carlo e Agata di Reggio Emilia rimodellata negli anni sessanta del XVII secolo su disegno di Luigi Bartolomeo Avanzini, ha evidenziato la duttilit\u00e0 e le potenzialit\u00e0, in senso rigenerativo, del manufatto e dei suoi apparati. Il patrimonio mutato pu\u00f2 infatti farsi autorevolmente ponte e tramite, nell\u2019esperienza espositiva, di forme espressive del contemporaneo che, per modalit\u00e0 inattese, traggono motivazione e senso dalle maggiori tradizioni del sapere.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/03-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1615\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/03-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/03-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/03-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/03.jpg 1350w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">\u201cNoli me tangere\u201d, Beato Angelico, 1438-1440, \u201cRed and Pink on Pink\u201d, Mark Rothko, 1953,<br>Cella 1 del Convento domenicano Museo Nazionale di San Marco, Firenze <br>(fotografia Giovanni Nicolini)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Un saggio monografico di Giulio Carlo Argan dedicato al Beato Angelico e pubblicato nel 1955, in Francia e negli Stati Uniti dall\u2019Editore Skira, ebbe influenza decisiva nella pittura e nelle teorizzazioni di Mark Rothko che, nelle ripetute visite alle celle del convento di San Marco, colse fruttuosamente gli espliciti riferimenti ai temi di una architettura interpretata come ideale contesto delle opere, della dimensione spirituale dell\u2019arte, dell\u2019introduzione alla meditazione ed in definitiva del tentativo di rendere visibile l&#8217;invisibile traducendo in immagini la luce interiore che anima l\u2019intenzione espressiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio per queste vie, oltre a Rothko altri protagonisti del minimalismo e dell\u2019espressionismo astratto \u2013 James Turrell, Donald Judd, Sol LeWitt, Dan Flavin per citarne alcuni \u2013 operando con riferimenti estesi possibilmente a Piero della Francesca, all\u2019arte classica del primo \u2018400 italiano e quindi all\u2019idea di \u201cuna sovrana indifferenza alla bellezza fisica nel volgersi piuttosto alla luminosit\u00e0 dell\u2019atmosfera e alla tridimensionalit\u00e0 del cielo\u201d, paiono orientati da sensibilit\u00e0 comuni nel dar forma ad un&#8217;esperienza visiva che superi i confini del tangibile e tocchi l&#8217;anima dello spettatore determinando un senso di calma e di contemplazione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/04-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1613\" 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Spalletti nell\u2019appartamento stuccato del Palazzo Ducale di Sassuolo, storica e illustre dimora estense, anch\u2019essa progettata nel 1634 da Bartolomeo Avanzini, appaiono pensate per essere viste e fruite in uno spazio specifico, creando un dialogo profondo tra arte e architettura, favorendo un&#8217;esperienza maggiormente compenetrata nell\u2019ambiente che le accoglie.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/05-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1612\" srcset=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/05-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/05-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/05-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/05.jpg 1530w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Timothy Litzman, Camera dei Sogni, Palazzo Ducale di Sassuolo, 2002, <br>(fotografia Giovanni Nicolini)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il progetto <em>Monochromatic light: reinstatement<\/em>, avviato nel ventennale della donazione delle cinquantuno opere di autori monocromatici avvenuta a Palazzo Ducale di Sassuolo nel 2005 a favore delle Gallerie Estensi, ha evidenziato l\u2019attualit\u00e0 della forza visionaria di Panza di Biumo tesa a dimostrare come parlando di quadri, nel suo impegno, volesse innanzi tutto indicarci come abitare la nostra stessa vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Varcando la soglia degli Appartamenti stuccati Giuseppe Panza, considerando le pareti spogliate dei loro fastosi apparati decorativi originali, non vide infatti solo delle ferite aperte nell&#8217;estetica barocca, ma valut\u00f2 piuttosto la possibilit\u00e0 di innestare il futuro nel passato stabilendo un nuovo ordine che non avrebbe cancellato la storia ma l\u2019avrebbe rigenerata.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la sua viva intuizione e l\u2019illuminato mecenatismo fu colta cos\u00ec l\u2019opportunit\u00e0 radicale di riordinare il silenzio, non \u2018riempendolo\u2019 ma inserendo nell\u2019ambiente svuotato dalle spoliazioni di dipinti del Boulanger, del Guercino, di Salvator Rosa \u2013 prima ancora che le opere \u2010 il pensiero degli artisti contemporanei, schiudendo l\u2019esperienza profonda dell\u2019attraversamento di un varco, di una soglia di luce da cui considerare nell\u2019imponente scenario il ritmo del so\ufb03o vitale che sostiene ogni cosa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.palazzomagnani.it\/mag\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/06-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1611\" 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Reggio Emilia e Guastalla &#8211; Ufficio Beni Culturali e Nuova Edilizia di Culto<br><em>In collaborazione con<\/em><br>Panza Collection \/ Osart Gallery<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Necessaria \u00e8 quella forma che sa parlare all\u2019anima e sa raggiungere l\u2019anima delle cose.La necessit\u00e0 coincide allora con l\u2019efficacia espressiva,nel duplice senso di una 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