Jean Dubuffet. L’arte in gioco: formazione adulti

L’istinto creativo tra gioco, arti e follia

Corso di formazione interdisciplinare rivolto agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado e agli architetti, della durata di 25 ore complessive da ottobre a dicembre 2018. Si articola in diversi incontri frontali, la visita alla mostra e un workshop con artista.

PROGRAMMA

Lunedì 1 ottobre ore 16.30
Jean Dubuffet e gli Altri Informali: Tàpies, Jorn, Oldenburg, Movimento Cobra
Relatore: Renato Barilli, storico dell’arte

Quando sul finire del conflitto mondiale, Dubuffet riprese a dipingere, volle che le immagini dialogassero con lo spessore della materia. Una scelta in quel momento comune a tanti altri artisti, in Europa e negli USA, da cui nasceva il cosiddetto Informale. Tra i molti, si distinguevano in Francia Jean Fautrier, in Spagna Antoni Tàpies, nel Benelux il gruppo COBRA, acronimo di Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam, con i retativi esponenti Jorn, Alechinski, Appel, e beninteso alcuni italiani, come Burri, Fontana, Moreni. Ma mentre i suoi compagni d’impresa quasi sempre si sono fermati a quello stadio, è merito di Dubuffet essersi evoluto, aver compreso che l’industria, (anni’ 60), stava rientrando con i movimenti successivi, di segno opposto, che presero il nome di Pop(ular) e di Op(tical) Art. Ma egli non avrebbe mai firmato un atto di resa incondizionata a quei nuovi idoli dell’epoca. Nacque così un universo parallelo alle nuove realtà, posto nel segno dell’inganno e dell’utopia, l’Hourloupe. Se insomma Dubuffet non rinunciò mai a opporsi agli idoli di moda del momento, fu però pronto a trarne qualche insegnamento, e così, ormai ottantenne, uscì di scena perfino entrando in gara con i “Writers” statunitensi, Basquiat e Haring allora balzati in prima fila, che in fondo come aveva fatto lui tanti decenni prima si ispiravano alle soluzioni “brute”, ai graffiti anonimi dell’uomo della strada.
Sala conferenze A. Gualdi, Fondazione Palazzo Magnani
Corso Garibaldi, 31 – Reggio Emilia

 

Lunedì 8 ottobre ore 16.30
Céline, Dubuffet e dintorni
Relatore: Diego Varini, docente di Letteratura generale, Università di Parma

Partendo da un decisivo scritto di Dubuffet (Céline pilota, comparso nel 1965 sulla rivista Cahiers de l’Herne), nell’incontro verranno ripercorsi i termini del rapporto di fervida ammirazione e amicizia che lega nel secondo dopoguerra il pittore al romanziere, nel segno di una poetica che in entrambi intende rimettere in questione radicalmente il significato dell’arte e l’idea ricevuta di cultura.
Sala conferenze A. Gualdi, Fondazione Palazzo Magnani
Corso Garibaldi, 31 – Reggio Emilia

 

Lunedì 22 ottobre ore 16.30
Dal bruitismo musicale all’Art Brut
Relatore: Andrea Talmelli, compositore e Rosanna Pressato, artista

La pittura di Jean Dubuffet apre nuovi orizzonti estetici anche quando si sovrappone alle sue esperienze musicali. L’art brut si incrocia dunque con quella assonante e varia che dal Primo Novecento aveva emancipato il rumore dal suono. Dal bruitismo musicale di Varése e dei Futuristi fino ed oltre John Cage, l’arte rozza si incrocia con il paradosso di musiche astratte e musiche concrete. Tra eventi improvvisati, registrati, ma anche ripartenze dal silenzio, l’arte si preoccupa meno di essere rigorosamente sé stessa, emancipando macchie di suono e di colore. L’aspetto ludico e le fantasie dell’uomo prima escluso la trasformano finalmente in un laboratorio pedagogico.
Sala conferenze A. Gualdi, Fondazione Palazzo Magnani
Corso Garibaldi, 31 – Reggio Emilia

 

Martedì 13 novembre ore 18.00
Jean Dubuffet. Viaggio al termine dell’immagine
Relatore: Martina Mazzotta, curatrice della mostra
Incontro aperto alla cittadinanza

Il metodo della morfologia dell’immagine come strumento per affrontare la formazione e il rapido susseguirsi dei cicli creativi di Jean Dubuffet, un viaggio che ne attraversi le continue sperimentazioni rintracciandovi, al contempo, una visione molto forte e coerente del mondo, carica di bellezza e di potenzialità interpretative per i grandi temi dell’arte, di ieri e di oggi.
Aula D2.6, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Viale Allegri, 9 – Reggio Emilia

 

Sabato 17 novembre ore 18.00
Corpo, cervello e immagini
Relatore: Vittorio Gallese, neuroscienziato
Incontro aperto alla cittadinanza

Negli ultimi decenni le neuroscienze hanno manifestato un crescente interesse nei confronti dell’Arte e dell’estetica. La nostra ricerca è volta a studiare il sistema cervello-corpo per comprendere in cosa consista l’esperienza estetica degli oggetti che oggi denominiamo “artistici”. La nozione di “estetica” è declinata secondo la sua originale etimologia: aisthesis, cioè percezione del mondo attraverso il corpo. I risultati delle nostre ricerche suggeriscono che il nostro rapporto empatico con le immagini ha una forte base corporea, perché il corpo ne è lo strumento principale di ricezione. Queste recenti acquisizioni consentono di affrontare i temi dell’arte e dell’estetica da una prospettiva nuova che indaga insieme le risposte del cervello e del corpo, mettendo in luce le componenti “invisibili” indotte dal visibile.
Aula Magna, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Viale Allegri, 9 – Reggio Emilia

 

Martedì 20 novembre ore 18.00
Parole in gioco. Conversazione su Dubuffet
Relatori: Martina Mazzotta e Frédéric Jaeger, curatori della mostra.
Incontro aperto alla cittadinanza

I due curatori della mostra in una conversazione che verte sulle esperienze professionali di Fred Jaeger, sui suoi contatti diretti con l’artista, le opere, le tecniche, i cicli via via adottati dal genio multiforme e universale di Jean Dubuffet.
Aula D2.6, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Viale Allegri, 9 – Reggio Emilia

 

Mercoledì 21, Giovedì 22, o Venerdì 23 novembre (a scelta) ore 16.30
Visita guidata alla mostra condotta da Silvia Cavalchi, Fondazione Palazzo Magnani
A seguire confronto sui temi affrontati durante la visita guidata
Palazzo Magnani, Corso Garibaldi, 29 – Reggio Emilia

 

Martedì 27 novembre ore 16.30
Jean Dubuffet e l’Art Brut
Relatore: Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta e docente, Accademia di Brera, Milano

Un viaggio lungo linee di confine tra arte e follia: storie di artisti outsider, ribelli e visionari che Dubuffet raduna sotto il nome dell’art brut dal 1945. Un percorso che attraversa il Novecento sino all’oggi, coinvolgendo l’arte, lo sguardo antropologico ed il mondo della cura nei suoi aspetti più inediti e innovativi.
Sala conferenze A. Gualdi, Fondazione Palazzo Magnani
Corso Garibaldi, 31 – Reggio Emilia

 

Giovedì 29 novembre ore 16.30 -19.30
Presentazione di una lezione tipo

Durante il corso i docenti sono invitati ad elaborare una proposta in PowerPoint di una lezione tipo da affrontare in classe. Durante questo incontro saranno presentate 4 lezioni selezionate, una per la scuola d’infanzia, una per la primaria, una per la secondaria di primo grado ed una per la secondaria di secondo grado. La presentazione attiverà il confronto tra le insegnati ed operatori.
Sala conferenze A. Gualdi, Fondazione Palazzo Magnani
Corso Garibaldi, 31 – Reggio Emilia

 

Workshop _ Dopo la forma
Rivolto a insegnanti, artisti e adulti interessati, composto da due incontri, uno laboratoriale ed uno teorico, di avvicinamento alla poetica dell’artista attraverso la sperimentazione della materia e l’approfondimento della scena sociale, politica ed economica per comprendere a fondo i meccanismi che hanno spinto il fare dell’artista.
Sala conferenze A. Gualdi, Fondazione Palazzo Magnani
Corso Garibaldi, 31 – Reggio Emilia

Lunedì 29 o Martedì 30 ottobre ore 16.00
Ogni materiale è un linguaggio
Relatore: Oscar Accorsi, artista

La frase di Dubuffet, usata come titolo, permette di dare un ampio sguardo alla produzione artistica del secondo dopo guerra fin ai nostri giorni, esaminando il lavoro di artisti che, in vario modo, con questo snodo concettuale si son trovati a fare i conti.
Sala conferenze A. Gualdi, Fondazione Palazzo Magnani
Corso Garibaldi, 31 – Reggio Emilia

Mercoledì 31 ottobre ore 16.00
L’io, la “cosa” e la crisi artistica dopo la II Guerra Mondiale
Relatore: Roberto Cresti, docente di storia dell’arte Contemporanea, Università di Macerata

Gli stermini di massa e le distruzioni della Seconda guerra mondiale (1939-1945) hanno mutato l’immagine dell’uomo e della natura. L’evento è stato recepito dagli artisti come il venir meno del senso di individualità – ossia dell’Io – che distingue ogni essere umano dall’altro e i particolari dalla vita in generale, e come il trovarsi ad agire in un orizzonte devastato o “azzerato”, nel quale, tra forme postume o in gestazione, si avverte l’emergere di quella presenza mentale, senza possibilità di essere rappresentata, che Sigmund Freud ha chiamato “la Cosa” (das Ding). Con tali presupposti, ci si propone di approfondire, fra arti visive, letteratura e filosofia, il contesto storico-culturale in cui si è formata e sviluppata l’opera di Jean Dubuffet.
Sala conferenze A. Gualdi, Fondazione Palazzo Magnani
Corso Garibaldi, 31 – Reggio Emilia

 

 

CREDITI FORMATIVI PROFESSIONALI PER ARCHITETTI
Gli architetti possono iscriversi al corso direttamente presso la Fondazione Palazzo Magnani ed ottenere 2 cfp a lezione (escluso il workshop, la visita guidata alla mostra e l’incontro del 29 novembre)

 

COSTI
90€ contributo di partecipazione al corso di formazione
50€ contributo di partecipazione solo workshop
40€ contributo di partecipazione solo conferenze (cfp per architetti)
E’ possibile effettuare il pagamento con la carta del Docente
Per gli altri docenti interessati la prenotazione sarà da effettuare presso la Fondazione telefonando al numero 0522 444 446 o inviando una mail a didattica@palazzomagnani.it

Iscrizioni a partire dal 17 settembre. Il pagamento vale come iscrizione effettiva al corso

 


Programma completo pdf Formazione 2018

 

Per informazioni e prenotazioni
tel. 0522 444 446 / 454 437 – didattica@palazzomagnani.it
Dal lunedì al venerdì: ore 10 – 13 e 15 – 18

 

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