Necessaria è quella forma che sa parlare all’anima
e sa raggiungere l’anima delle cose.
La necessità coincide allora con l’efficacia espressiva,
nel duplice senso di una capacità di comunicare con l’interiorità
e di comunicare l’interiorità.
(Elena Pontiggia, “Wassily Kandinsky – Lo spirituale nell’arte”, 1989)

(fotografia Sara Fabbiani)
Per quali vie il manufatto architettonico possa farsi sacro ponte e tramite di forme espressive e linguaggi del contemporaneo è stato tra i principi ispiratori della mostra “Monochromatic light: reinstatement” con opere di Anne Appleby, Lawrence Carroll, Timothy Litzmann, Winston Roeth, David Simpson, Phil Sims, Ettore Spalletti allestita nella Chiesa dei SS Carlo e Agata di Reggio Emilia (7 novembre – 7 dicembre 2025), seguita dal concerto del 6 dicembre a cura del Conservatorio di Reggio Emilia e Castelnovo Monti “Achille Peri-Claudio Merulo” ed anche da quello interpretato il 28 gennaio 2026 dal trio composto da Daniele Nasi, Giancarlo Patris e Giacomo Santini. L’espressione musicale oltre alle opere pittoriche, intesa quindi quale necessaria metafora utile a restituire – con diverso linguaggio – il senso di un flusso senza fine, di una pulsazione e di un ciclo inesorabili in cui solo la luce pare essere orientamento.

(fotografia Sara Fabbiani)
ll progetto di integrare con nuove opere le antiche, originali cornici della Chiesa dei SS Carlo e Agata di Reggio Emilia rimodellata negli anni sessanta del XVII secolo su disegno di Luigi Bartolomeo Avanzini, ha evidenziato la duttilità e le potenzialità, in senso rigenerativo, del manufatto e dei suoi apparati. Il patrimonio mutato può infatti farsi autorevolmente ponte e tramite, nell’esperienza espositiva, di forme espressive del contemporaneo che, per modalità inattese, traggono motivazione e senso dalle maggiori tradizioni del sapere.

Cella 1 del Convento domenicano Museo Nazionale di San Marco, Firenze
(fotografia Giovanni Nicolini)
Un saggio monografico di Giulio Carlo Argan dedicato al Beato Angelico e pubblicato nel 1955, in Francia e negli Stati Uniti dall’Editore Skira, ebbe influenza decisiva nella pittura e nelle teorizzazioni di Mark Rothko che, nelle ripetute visite alle celle del convento di San Marco, colse fruttuosamente gli espliciti riferimenti ai temi di una architettura interpretata come ideale contesto delle opere, della dimensione spirituale dell’arte, dell’introduzione alla meditazione ed in definitiva del tentativo di rendere visibile l’invisibile traducendo in immagini la luce interiore che anima l’intenzione espressiva.
Proprio per queste vie, oltre a Rothko altri protagonisti del minimalismo e dell’espressionismo astratto – James Turrell, Donald Judd, Sol LeWitt, Dan Flavin per citarne alcuni – operando con riferimenti estesi possibilmente a Piero della Francesca, all’arte classica del primo ‘400 italiano e quindi all’idea di “una sovrana indifferenza alla bellezza fisica nel volgersi piuttosto alla luminosità dell’atmosfera e alla tridimensionalità del cielo”, paiono orientati da sensibilità comuni nel dar forma ad un’esperienza visiva che superi i confini del tangibile e tocchi l’anima dello spettatore determinando un senso di calma e di contemplazione.

(fotografia Giovanni Nicolini)
Le opere comprese in questa poetica, come ha inteso mettere in luce la mostra nella Chiesa dei SS Carlo e Agata a Reggio Emilia, nel pieno richiamo all’allestimento permanente dedicato a Anne Appleby, Lawrence Carroll, Timothy Litzmann, Winston Roeth, David Simpson, Phil Sims, Ettore Spalletti nell’appartamento stuccato del Palazzo Ducale di Sassuolo, storica e illustre dimora estense, anch’essa progettata nel 1634 da Bartolomeo Avanzini, appaiono pensate per essere viste e fruite in uno spazio specifico, creando un dialogo profondo tra arte e architettura, favorendo un’esperienza maggiormente compenetrata nell’ambiente che le accoglie.

(fotografia Giovanni Nicolini)
Il progetto Monochromatic light: reinstatement, avviato nel ventennale della donazione delle cinquantuno opere di autori monocromatici avvenuta a Palazzo Ducale di Sassuolo nel 2005 a favore delle Gallerie Estensi, ha evidenziato l’attualità della forza visionaria di Panza di Biumo tesa a dimostrare come parlando di quadri, nel suo impegno, volesse innanzi tutto indicarci come abitare la nostra stessa vita.
Varcando la soglia degli Appartamenti stuccati Giuseppe Panza, considerando le pareti spogliate dei loro fastosi apparati decorativi originali, non vide infatti solo delle ferite aperte nell’estetica barocca, ma valutò piuttosto la possibilità di innestare il futuro nel passato stabilendo un nuovo ordine che non avrebbe cancellato la storia ma l’avrebbe rigenerata.
Per la sua viva intuizione e l’illuminato mecenatismo fu colta così l’opportunità radicale di riordinare il silenzio, non ‘riempendolo’ ma inserendo nell’ambiente svuotato dalle spoliazioni di dipinti del Boulanger, del Guercino, di Salvator Rosa – prima ancora che le opere ‐ il pensiero degli artisti contemporanei, schiudendo l’esperienza profonda dell’attraversamento di un varco, di una soglia di luce da cui considerare nell’imponente scenario il ritmo del soffio vitale che sostiene ogni cosa.

(fotografia Giovanni Nicolini)
Chiesa dei SS Carlo e Agata, Reggio Emilia
7 novembre – 7 dicembre 2025
Monochromatic light: reinstatement
Opere di
Anne Appleby Lawrence Carroll Timothy Litzmann Winston Roeth
David Simpson Phil Sims Ettore Spalletti
a cura di Giovanni Nicolini
Produzione
Flag No Flags Contemporary Art
Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla – Ufficio Beni Culturali e Nuova Edilizia di Culto
In collaborazione con
Panza Collection / Osart Gallery

