Impresa, Cultura e valore della Sostenibilità

Investire in cultura come leva di valore ESG

Tecnopolo, p.zzale Europa 1, Reggio Emilia
6 marzo 2026 ore 9:30 – 13

Promosso da: Fondazione Palazzo Magnani, Fondazione I Teatri, Fondazione Nazionale della danza / Aterballetto
Insieme a: Confindustria Reggio Emilia, Legacoop Emilia Ovest, CNA Reggio Emilia
In collaborazione con: Fondazione REI – STU Reggiane

Invito 6 marzo

Il territorio di Reggio Emilia è caratterizzato da un tessuto imprenditoriale solido, innovativo e fortemente radicato nella comunità locale. Tuttavia, molte imprese del territorio sostengono ancora poco o per nulla il settore culturale e artistico attraverso sponsorizzazioni, partnership, donazioni o strumenti agevolativi come l’Art Bonus.

Parallelamente, cresce la rilevanza del bilancio di sostenibilità e degli indicatori ESG (Environmental, Social, Governance) nella valutazione delle performance aziendali, sia da parte dei mercati finanziari sia della pubblica amministrazione, dei clienti e dei lavoratori.

In questo scenario il convegno intende mostrare come investire in cultura non sia solo un gesto mecenatistico, ma una strategia concreta di sviluppo sostenibile, capace di generare valore sociale misurabile, rafforzare la reputazione, migliorare gli indicatori ESG, attrarre capitale umano e posizionare le imprese in modo competitivo rispetto alle sfide future.

Investire in cultura non è un costo accessorio, ma una leva di creazione di valore che:

  • rafforza l’identità e il capitale reputazionale dell’impresa
  • genera occupazione qualificata e coesione sociale
  • migliora il dialogo con la comunità e gli stakeholder
  • contribuisce alla rigenerazione urbana e alla qualità della vita
  • consolida il capitale umano e il senso di appartenenza
  • produce indicatori misurabili nella “S” e nella “G” di ESG

Perché investire in cultura migliora il bilancio di sostenibilità

Gli ospiti che interverranno illustreranno come che il sostegno alla cultura consente di:

  • documentare impatto sociale misurabile (partecipazione, inclusione, accessibilità)
  • valorizzare partnership pubblico–privato e governance responsabile
  • rafforzare engagement con la comunità locale e con i dipendenti
  • sostenere educazione, formazione e creatività
  • ridurre rischi reputazionali e di social license to operate
  • creare narrazioni identitarie forti e coerenti con i valori aziendali

Perché le imprese dovranno curare sempre di più gli aspetti ESG in prospettiva futura

Il convegno metterà in evidenza che:

  • la normativa europea e la CSRD rendono il reporting di sostenibilità sempre più centrale
  • le banche e gli investitori usano parametri ESG nelle valutazioni del credito
  • i giovani talenti scelgono aziende con forte responsabilità sociale
  • le filiere produttive richiedono tracciabilità e sostenibilità
  • la reputazione aziendale diventa fattore competitivo

Curare gli aspetti ESG non è solo dovere etico, ma:

  • una condizione di permanenza sui mercati
  • una garanzia di resilienza futura
  • uno strumento di differenziazione competitiva

PROGRAMMA

09:15   Accoglienza e registrazione

09:30

  • Davide Zanichelli (Fondazione Palazzo Magnani)
  • Alessandra Sbriscia (Fondazione I Teatri)
  • Raffaele Filace (Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto)

10:15
Isabella Mozzoni (Università degli Studi di Parma): Dal reporting alla narrazione: l’impatto nel bilancio di sostenibilità e la comunicazione dell’impegno culturale.

11:00   Break

11:20
Fabio Brescacin (EcorNaturaSì Spa società benefit): La “Steward Ownership” quale modello aziendale per lo sviluppo sociale e culturale.

12:00
Luca Torri (STU Reggiane Spa): Parco Innovazione e sostenibilità.

12:15
Giancarlo Attolini (ASZ Moore): Art Bonus, uno strumento innovativo e ancora poco noto.

12:15
Elena Iotti (Studio SGB & Partners): L’importanza della lettera “S” nel sistema ESG.


Isabella Mozzoni è docente di Economia aziendale all’Università di Parma, con particolare riferimento a Economia e gestione delle aziende culturali, Economia e organizzazione delle istituzioni educative e Geografia economica e dell’educazione. I suoi principali ambiti di ricerca, al Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese culturali (DUSIC) della stessa Università, hanno riguardato aziende pubbliche e non profit, aziende culturali, sociali e aziende sanitarie, enti locali, enti di formazione, corporate social responsabilty, imprese creative driven. Con il gruppo di ricerca con cui lavora all’Università degli studi di Parma ha dato vita al SILAB, Social Impact Lab, laboratorio dedicato alla sperimentazione di sistemi di misurazione di impatto sociale.

Fabio Brescacin è nato nel 1955 a Conegliano Veneto (Treviso), si laurea nel 1979 in Agraria all’Università di Padova; frequenta per un anno l’Emerson College in Inghilterra. Rientrato in Italia apre con un gruppo di amici Ariele, uno dei primi punti vendita in Italia di alimenti biologici. Nel 1987 è tra i fondatori di Gea, azienda di distribuzione che poi diverrà Ecor Spa. e successivamente EcorNaturaSì Spa, ad oggi il principale distributore di prodotti biologici e biodinamici esclusivamente dedicato al dettaglio specializzato. Fabio Brescacin attualmente è presidente di EcorNaturaSì Spa.


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6 marzo 2026 - Iscrizione

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