Palazzo Magnani

La storia del palazzo

L’edificazione del palazzo risale alla seconda metà del XVI secolo, quando i Conti Becchi decidono di realizzare in città la propria abitazione di rappresentanza e scelgono un luogo – via della Ghiara, oggi Corso Garibaldi – che allora era particolarmente strategico per il commercio.

Già a partire dal XV secolo, si stabilirono qui diverse famiglie dell’élite cittadina, tanto che si può parlare di una vera e propria attenzione urbanistica (intensificatasi poi con l’erezione – a partire dal 1597 – della Basilica della Madonna della Ghiara), in base alla quale veniva richiesto un preciso allineamento delle facciate e un accorto inserimento prospettico dei palazzi nel tessuto viario, di sovente attraverso l’apposizione di decorazioni angolari.

Anche Palazzo Magnani presenta questo tipo di decorazione: l’erma marmorea raffigurante Giano bifronte, opera dello scultore Prospero Sogari, detto il Clemente, e datata 1576.

 

Della costruzione originaria di quel periodo rimane oggi soltanto l’impianto planimetrico che ruota intorno ad una corte centrale e l’erma marmorea angolare.

A partire dagli inizi dell’Ottocento il Palazzo viene ceduto ad un’altra famiglia reggiana, i Chioffi, che nel 1841 promuovono importanti restauri. Si assiste di fatto a un rifacimento completo dell’edificio in stile neoclassico, visibile soprattutto nelle facciate interne ed esterne e nello scalone centrale. In quel periodo il palazzo prende probabilmente la forma attuale, mentre le decorazioni interne e gli affreschi dei soffitti delle stanze al primo piano sono realizzati in un arco di tempo più vasto, fino al tardo Ottocento.

Dopo diversi passaggi di proprietà il 18 marzo 1917 l’immobile viene acquistato da Giuseppe Magnani che alla sua morte, avvenuta nel 1960, trasferisce la proprietà al figlio Luigi, collezionista d’arte e musicologo.

Già nei primi anni ottanta del secolo scorso Luigi Magnani inizia ad ipotizzare la cessione del palazzo all’Amministrazione Provinciale per attività espositiva. Contemporaneamente si delinea il progetto di costituire la Fondazione Magnani-Rocca al fine di tutelare e valorizzare la sua straordinaria collezione d’arte, per renderla fruibile al pubblico in modo permanente all’interno nella Villa di Mamiano di Traversetolo.

Alla morte di Luigi Magnani la Provincia di Reggio Emilia acquista effettivamente il palazzo e dà inizio ai lavori di restauro che si concludono nella primavera del 1997.

Il 26 aprile 1997 Palazzo Magnani inizia il suo cammino nel mondo della cultura e dell’arte.

 

Luigi Magnani

Luigi Magnani (Reggio Emilia, 1906 – Mamiano, 1984), fu scrittore, saggista, storico dell’arte, musicologo, compositore e critico musicale.

Ha dedicato la propria vita alla cultura in tutte le sue forme, stringendo rapporti di amicizia con alcuni dei più grandi artisti ed intellettuali italiani del Novecento come Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale e Giorgio Morandi, Alberto Burri, Renato Guttuso, Giacomo Manzù, Alberto Savinio.

La sua straordinaria collezione d’arte, esposta in quella che fu la sua residenza a Mamiano di Traversetolo, comprende opere (tra gli altri) di Goya, Tiziano, Rembrandt, Durer, Monet, Renoir, Canova.

Nacque da Giuseppe, un imprenditore agricolo e titolare di un’industria casearia, ed Eugenia Rocca, di una nobile famiglia della Liguria.

Ebbe come straordinario maestro Adolfo Venturi e nel 1929 si laureò in Lettere moderne all’Università di Roma, dove più tardi insegnò. Deve invece la sua formazione musicale ad Alfredo Casella. Fondamentali le sue ricerche e i suoi scritti su Correggio, Morandi, Mozart, Beethoven, Goethe, Stendhal, Proust.

Nella sua straordinaria carriera Luigi Magnani fece parte della Pontificia Accademia di belle arti e lettere dei Virtuosi al Pantheon di Roma; curò trasmissioni per la Rai; vinse il Premio Selezione Campiello col romanzo Il nipote di Beethoven e il premio Otto/Novecento di critica letteraria.

Dopo aver lasciato l’insegnamento presso l’Università di Roma, nel 1976 si ritira definitivamente nella villa di Mamiano. Da questo momento perfeziona l’idea di creare una fondazione artistica e intensifica la ricerca di opere d’arte per arricchire la sua collezione, spesso avvalendosi dei suggerimenti dei critici d’arte suoi amici tra cui Argan, Brandi, Chastel, Emiliani, Frommel, Longhi, Quintavalle, Ragghianti, Sgarbi, Vitali, Zeri.
Nel 1977 costituisce giuridicamente la Fondazione Magnani Rocca, in memoria dei suoi genitori.

Luigi Magnani muore nella villa di Mamiano il 15 novembre 1984. Due mesi prima aveva presentato la sua collezione di arte antica nella mostra dal titolo “Fondazione Magnani Rocca. Capolavori della pittura antica” al Palazzo Magnani di Reggio Emilia.

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