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Luciano Bertoli. Frattempo. Le curve di Mandelbrot

21 Set 2024 - 24 Nov 2024
Luciano Bertoli
Frattempo. Le curve di Mandelbrot
Palazzo da Mosto, 21 settembre – 24 novembre 2024

Il titolo fa riferimento ad una delle serie principali presenti in mostra e comprende opere che evidenziano lo spiccato interesse per le scienze esatte dell’artista, da sempre “attratto visivamente dal groviglio cosmico delle particelle subnucleari”.

Il corpus principale dell’esposizione, volta a riscoprire la personalità inquieta di Luciano Bertoli è composto dai dipinti denominati, appunto, Frattempo. Le curve di Mandelbrot, realizzati dalla seconda metà degli anni Novanta all’inizio del Duemila e rimasti sostanzialmente inediti.

Il percorso espositivo è completato da alcune opere precedenti – dipinti, sculture, grafiche, disegni e assemblaggi – per presentare al pubblico le componenti essenziali di un percorso sperimentale nei materiali e nelle tecniche e sempre sostenuto da una genuina curiosità per il mondo delle macchine e della tecnica.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale con un testo critico di Martina Corgnati.

LUCIANO BERTOLI

Nato a Reggio Emilia nel 1940, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Umberto Mastroianni.
Dopo le prime prove tardo-informali degli anni Sessanta e varie esperienze pittoriche, trova la propria strada sul finire degli anni Sessanta. Sono linguaggi ‘meccanomorfi’ del cosiddetto ‘macchinismo’, un’arte concettuale che alla metà degli anni Settanta cattura gli interessi di storici e critici, fra i quali Giuseppe Marchiori, Enrico Crispolti, Albino Galvano ed Eugenio Battisti.
Bertoli collabora con il massmediologo Lamberto Pignotti sul cinema d’artista e sul fumetto. Negli anni Ottanta in Italia dominava in arte il cosiddetto ‘eclettismo’ e Bertoli partecipa a mostre collettive con Edoardo Di Mauro ed altri critici.
Alterna il suo lavoro di ‘Formgestalter’ a quello di pittore (non di scultore, come sovente viene classificato). Nel 1987-88 inventa e costruisce macchine sonore ‘virtuosine’ e, in seguito, macchine elettroniche con impulsi di luci e suoni.
Sul finire degli anni Novanta è sempre la macchina che domina la scena con la variante bio-tecnologica. Un capitolo che culminerà con un libro anomico dal titolo Slag Pad (Edizioni Umberto Allemandi, Torino, 2000). Con Slag Pad Bertoli chiude il suo racconto sulle esperienze alternative maldonadoiane e apre idealmente una finestra che inonda di luce la sua stanza; con umiltà cerca un possibile rinnovamento.
Nell’ultima sua pittura, avverte alcune similitudini con le teorie quantistiche e relativistiche della fisica di Heisenberg e di Bohr, oltre che dei loro successori, da Peter Higgs allo stesso Mandelbrot: nelle fluttuazioni quantistiche il frenetico vorticare delle particelle sub atomiche richiama l’evolversi, il modificarsi e il dissolversi del suo lavoro, che mutando la stabilità concettuale diventa di fatto indeterminato.
Luciano Bertoli muore a Reggio Emilia nel 2021.

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  • Data: 21 Set 2024 - 24 Nov 2024
  • Luogo:Palazzo da Mosto
  • Curatori:Martina Corgnati

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