Le porte dell’invisibile
Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij
a cura di Roberto Cresti, Emilio Ferrario, Valentina Parisi
Palazzo Magnani, 14 novembre 2026 – 14 marzo 2027
Più che una semplice mostra, il progetto si configura come un viaggio immersivo alle origini di una rivoluzione dello sguardo, capace di ridefinire radicalmente i concetti di spazio e tempo nella cultura visiva del primo Novecento.
Al centro si colloca il pensiero visionario di Pavel Florenskij, figura chiave e ancora oggi sorprendentemente attuale, assunto come lente interpretativa attraverso cui rileggere alcune tra le più audaci sperimentazioni artistiche del secolo.
Il percorso espositivo costruisce un dialogo inedito tra la profondità spirituale della tradizione delle icone russe e le ricerche delle avanguardie storiche, mettendo in relazione opere di Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Kazimir Malevič e degli artisti della scuola suprematista. Ne emerge una narrazione “a tre voci” — astratta, lirica e mentale — capace di superare i confini del visibile, dove l’arte diventa strumento di accesso a dimensioni altre, come la quarta dimensione: invisibili, ma profondamente percepibili.
In continuità con le importanti indagini già dedicate dalla Fondazione Palazzo Magnani a figure come Maurits Cornelis Escher (2013) e Piero della Francesca (2015), la mostra approfondisce il superamento della prospettiva lineare, aprendo a nuove possibilità di rappresentazione, in cui lo spazio si espande e il tempo si trasforma.
Il progetto espositivo — arricchito da prestiti inediti provenienti da importanti istituzioni europee, tra cui il Klee Zentrum di Berna, la Collezione Costakis di Salonicco, la collezione d’arte di Banca Intesa di Vicenza, oltre che da raccolte private — non si limita a raccontare la storia dell’arte, ma invita il pubblico a varcare una soglia: quella tra ciò che vediamo e ciò che, fino a oggi, è rimasto invisibile.
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