Sessanta dipinti per scoprire una dei protagonisti dell’arte portoghese del Novecento
La mostra riporta in Italia, dopo quarant’anni (la sua ultima significativa presenza nel nostro Paese è datata 1964, con la rassegna curata da Luigi Carluccio ai Musei Civici di Torino) l’opera di questa importante artista: i 60 dipinti esposti documenteranno sessant’anni di attività.
L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Reggio Emilia in collaborazione con il Comité Arpad Szenes – Vieira da Silva di Parigi e il contributo della Fondazione Pietro Manodori di Reggio Emilia e di CCPL, è curata da Sandro Parmiggiani e da Chiara Calzetta Jaeger e può contare su importanti prestiti internazionali: dal Centre Pompidou di Parigi, ad esempio, arriveranno capolavori come La machine optique (1937), Le désastre ou La guerre (1942) e Les grandes constructions (1956). I visitatori potranno conoscere i temi familiari di Vieira da Silva quali le biblioteche, le città, gli ateliers, i porti, le stazioni, i paesaggi.
L’opera dell’artista, che ha avuto vasta influenza anche in Italia, è caratterizzata da una sorta di ossessione della composizione che dà vita a luoghi immaginari, labirinti, prospettive multiple.
Maria Helena Vieira da Silva (Lisbona, 1908 – Parigi, 1992) studia dal 1919 al 1927 alla Scuola di Belle Arti di Lisbona. Nel 1928 si trasferisce a Parigi dove incontra il giovane artista ungherese Arpad Szenes che diventerà suo marito. Frequenta i corsi di Fernand Léger e di Bissière. La sua prima mostra si tiene alla Galerie Jeanne-Bucher nel 1933. Le origini ebree di Arpad li obbligano a lasciare la Francia (1939) e a rifugiarsi in Portogallo.
Dal 1940 al 1947 vivono in Brasile: mostra al Museo Nazionale d’Arte Moderna di Rio de Janeiro e prima sua personale a New York (Marian Willard Gallery). Nel 1947 la coppia ritorna a Parigi. Prima retrospettiva (1958) alla Kestner-Gesellschaft di Hannover, cui seguiranno le mostre alla Phillips Art Gallery di Washington (1963) e al Museo Nazionale d’Arte Moderna di Parigi (1969). Nel 1988 le viene dedicata una prestigiosa retrospettiva al Grand Palais di Parigi e al Centro d’Arte Moderna della Fondazione Gulbenkian di Lisbona. Muore a Parigi il 6 marzo 1992.
Maria Helena Vieira da Silva. Il labirinto del tempo
a cura di Sandro Parmiggiani e Chiara Calzetta Jaeger
128 p., ill.
Skira, 2003