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Vivaldo Poli. Dipinti 1932-1981

8 Feb 2009 - 15 Mar 2009

 

Vivaldo Poli (1914-1982) è stata una delle personalità reggiane più attente e aperte agli esiti più innovativi della pittura internazionale. La mostra – 150 opere tra Palazzo Magnani e la Rocca dei Gonzaga di Novellara, la città che gli ha dato i natali – ricostruisce la vicenda creativa dell’artista, attivo nel MAC (Movimento Arte Concreta) e protagonista delle edizioni del 1948 e del 1950 della Biennale d’Arte di Venezia. Poli nasce come artista figurativo. Dopo aver assorbito la lezione di Cézanne e di Matisse, già negli anni Trenta, subì il fascino del surrealismo e, negli anni Quaranta del postcubismo picassiano, per poi inoltrarsi liberamente nelle suggestioni del segno e della materia pittorica proprie dell’Informale, padroneggiati con talento e chiarezza di visione. Il periodo che va dai primi anni Cinquanta ai primi anni Settanta risente di una pittura di grande sensibilità e qualità, che evoca gli esiti di artisti quali Soulages, Hartung, Riopelle, Nicholson, William Scott, Pasmore, oltre che di alcuni protagonisti dell’espressionismo astratto americano.

Uomo di grande cultura, Poli era un vorace lettore di romanzi, di poesie e di saggi di filosofia e di estetica, nonché appassionato di musica contemporanea (da John Cage a Karlheinz Stockhausen, ai quali dedicò alcuni dipinti, fino ai più innovativi gruppi pop internazionali). In verità, Poli mai si mosse dalla natia Novellara, salvo per gli obblighi derivanti dal servizio militare e per i viaggi intrapresi per recarsi a vedere mostre e musei. Era tuttavia aperto al nuovo, guardava verso le esperienze artistiche e le idee che stavano cambiando il mondo. Nel 1939, Poli scriveva, con lucida consapevolezza della propria condizione, con una sorta di struggimento interiore: “Vivere in mezzo a gente che non aspira e non conosce i miei ideali, è un grande piacere per me. Così io resto più intensamente solo con i miei occhi e con la mia pittura. La gente che mi circonda non sa nulla di ciò che faccio, ragione di più per rimanere così tutto solo con l’arte e con me stesso.”

Nonostante i riconoscimenti degli inviti alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma (1951 e 1955), l’adesione al MAC e la qualità di molti suoi dipinti, Poli resta un artista ancora tutto da scoprire, pressoché sconosciuto fuori dalla sua terra: la mostra a Palazzo Magnani e alla Rocca dei Gonzaga di Novellara, e il catalogo, intendono proporlo all’attenzione della scena nazionale.

L’esposizione è promossa dalla Provincia di Reggio Emilia e dal Comune di Novellara, con il sostegno di Fondazione Pietro Manodori, CCPL Reggio Emilia, BFMR & Partners, dottori commercialisti, Studio legale Sutich-Barbieri-Sutich.

Vivaldo Poli
Dipinti, 1932-1981
Skira, 2009
21×28 cm; 232 pagine
245 illustrazioni a colori

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  • Data: 8 Feb 2009 - 15 Mar 2009
  • Luogo:Palazzo Magnani, Rocca dei Gonzaga (Novellara)
  • Curatori:Sandro Parmiggiani e Elena Ghidini

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